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Sassari

Il processo

Schiaffi e tirata di capelli alla figlia, i genitori finiscono in tribunale: assolti – La vicenda

di Nadia Cossu

	Il tribunale di Sassari
Il tribunale di Sassari

La minore raccontò a scuola di avere avuto un acceso litigio in famiglia la sera precedente e di essere stata colpita dalla madre

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Sassari Erano finiti a giudizio perché accusati di aver usato mezzi correttivi eccessivi nei confronti della figlia 12enne. Ma ieri, al termine del processo, il giudice Antonietta Crobu – accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Gaetano Paolettiha assolto i due genitori, ritenendo che l’episodio contestato non integrasse gli estremi del reato.

La vicenda, emersa dopo una segnalazione partita dall’ambiente scolastico, aveva portato all’apertura di un procedimento giudiziario e all’intervento dei servizi sociali e delle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito in dibattimento, tutto ebbe inizio una mattina di marzo del 2023, quando il personale di una scuola secondaria del Monte Acuto notò il forte stato di agitazione di una studentessa durante le lezioni. La ragazzina, in lacrime e visibilmente provata, venne avvicinata dalle insegnanti che, cercando di garantirle riservatezza, le chiesero spiegazioni sul suo malessere. La minore riferì di avere avuto un acceso litigio in famiglia la sera precedente e di essere stata colpita dalla madre, lamentando anche un forte mal di testa.

La scuola attivò immediatamente i soccorsi sanitari e avvisò i carabinieri. La giovane venne accompagnata in pronto soccorso per gli accertamenti medici del caso, mentre i servizi sociali comunali, su disposizione dell’autorità giudiziaria, avviarono gli approfondimenti necessari.

Dalle relazioni raccolte – portate poi nel processo – emerse un quadro familiare complesso ma non caratterizzato, secondo gli operatori, da abituali condotte violente. Gli insegnanti descrissero infatti la studentessa come una ragazza generalmente tranquilla e riservata, seguita con attenzione dai genitori, in particolare dalla madre, sempre presente nel percorso scolastico e collaborativa con i docenti.

Come è emerso anche nel dibattimento, durante la visita domiciliare effettuata dai servizi sociali la sera stessa, i genitori raccontarono di un periodo di forte conflittualità con la figlia, aggravato da comportamenti oppositivi e da continui contrasti sulle regole della vita quotidiana. La sera precedente ai fatti, dopo l’ennesima discussione legata a una punizione per alcune distrazioni della ragazza, la tensione sarebbe degenerata. I genitori ammisero di aver reagito in modo impulsivo, riferendo di avere dato due schiaffi alla figlia e di averle tirato i capelli, ma sostennero che si fosse trattato di un episodio isolato, dettato dall’esasperazione del momento e non di una modalità educativa abituale.

La Procura dei minori – investita del caso – aveva disposto l’archiviazione del caso, ritenendo che dalle verifiche effettuate non fosse emersa una “grave situazione di pregiudizio” per la ragazzina. Nelle relazioni acquisite veniva inoltre evidenziata la disponibilità dei genitori ad accettare un percorso di supporto educativo e psicologico. Profondamente scossa dall’accaduto, la coppia si disse infatti subito disponibile a intraprendere un percorso di sostegno alla genitorialità e ad accettare l’aiuto dei servizi territoriali. Al termine del procedimento il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato chiudendo una storia che destò attenzione per il delicato equilibrio tra responsabilità genitoriale, gestione dei conflitti familiari e tutela dei minori.

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