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Il giallo del naufragio all’Asinara, Giovannino Pinna rinviato a giudizio: «Ha ucciso il cugino Davide Calvia»

di Nadia Cossu
Il giallo del naufragio all’Asinara, Giovannino Pinna rinviato a giudizio: «Ha ucciso il cugino Davide Calvia»

La svolta arriva dopo tre anni dal naufragio nel golfo dell’Asinara

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Sassari Il naufragio all'Asinara non è mai esistito. Davide Calvia è stato ucciso. È questa la convinzione della Procura di Sassari che oggi mercoledì 27 maggio ha trovato un primo approdo giudiziario nella decisione del gup Sergio De Luca che ha rinviato a giudizio Giovannino Pinna con l’accusa di omicidio volontario per la morte del cugino Davide Calvia. Una svolta che arriva a tre anni da quella notte del 12 aprile 2023, quando i due uomini uscirono in mare a bordo di un’imbarcazione rubata dal porto di Porto Torres e uno solo tornò vivo.

Per mesi la vicenda era rimasta sospesa tra il mistero e la tragedia del mare. Pinna, ritrovato il giorno dopo in stato di semiassideramento su una spiaggia della Marina di Sorso, aveva raccontato agli investigatori la versione del naufragio: la barca affondata, il tentativo disperato di salvare il cugino, poi il nulla. Ma gli elementi raccolti dagli investigatori e soprattutto l’autopsia sul corpo di Calvia hanno progressivamente incrinato quel racconto.

Secondo l’accusa sostenuta dal procuratore Armando Mammone, Davide Calvia non sarebbe morto annegato. I traumi al rachide cervicale e al torace, emersi dagli esami medico-legali, raccontano un’altra storia: quella di una “azione violenta” seguita dal tentativo di simulare un incidente in mare. La Procura ritiene infatti che Pinna abbia colpito mortalmente il cugino e poi gettato il corpo in acqua per costruire la scena del naufragio. Non solo: avrebbe anche provocato volontariamente l’affondamento della barca per rendere credibile la dinamica dell’incidente. 
Fin dall’inizio la famiglia di Davide Calvia aveva espresso dubbi sulla versione ufficiale. In particolare la sorella Nadia non aveva mai creduto all’ipotesi di una fatalità in mare. Oggi, con il rinvio a giudizio disposto dal gup Sergio De Luca, quelle domande entrano formalmente in un’aula di tribunale nel processo che si aprirà davanti alla corte d'assise il prossimo 13 ottobre. 
La difesa di Giovannino Pinna, rappresentata dall'avvocato Niccolò Vecchioni, continua invece a respingere ogni accusa. Il suo legale ha ribadito che il trentottenne si considera estraneo ai fatti contestati. 
Oggi i familiari di Davide Calvia si sono costituiti parti civili con l'avvocato Marco Palmieri e l’avvocato Cinzia Cossu. «Da tre anni chiediamo giustizia e siamo sicuri che questo sia un primo passo per ottenerla» ha detto Nadia, sorella della vittima, al termine dell'udienza. Si è costituito parte civile con l'avvocato Sara Dettori anche Davide Sini, il proprietario dell'imbarcazione rubata e naufragata.

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