Sassari, Tutankhamon dietro le sbarre: l’ex carcere di San Sebastiano riapre col faraone
La decisione della giunta di Giuseppe Mascia: prima storica mostra nella struttura di via Roma con i segreti dell’antico Egitto
Sassari Un faraone dietro le sbarre di San Sebastiano. Tredici anni dopo la chiusura, riaprono le celle dello storico carcere di via Roma. Non per ospitare detenuti, ma i segreti di uno dei più famosi sovrani dell’antico Egitto. I visitatori potranno stare tranquilli: la tremenda maledizione del faraone Tutankhamon, che secondo la leggenda colpirebbe chiunque entri nella sua tomba, non dovrebbe avere effetto a 3mila chilometri di distanza dal deserto.
Ma per il resto, assicura chi ha già visitato la mostra, l’impressione sarà proprio quella di trovarsi all’interno del sito archeologico scoperto nel 1922 da Howard Carter e finito al centro di romanzi, fumetti, film e videogiochi. Per i sassaresi, però, il richiamo della mostra “Tutankhamon. La tomba, il tesoro, la scoperta” non si limiterà alla fascinazione per l’antico Egitto: l’esposizione, visitabile dal prossimo 1° dicembre al 30 giugno 2027 segnerà l’inaugurazione della nuova vita dell’ex carcere di San Sebastiano, che per la prima volta – fatta eccezione per qualche apertura straordinaria in passato – accoglierà fra le sue mura sassaresi e visitatori.
«Non ci limitiamo a inaugurare una mostra molto importante, l’unica che contiene le repliche ufficiali autorizzate delle istituzioni egiziane dei reperti ritrovati nella tomba di Tutankhamon, ma restituiamo alla città un luogo che per la sua storia e la sua posizione ha un valore fondamentale per tutti i sassaresi e non solo. Un risultato che arriva grazie alla collaborazione con il Demanio, proprietario dell’ex carcere e che ha da poco pubblicato il bando per il progetto di riqualificazione» spiega il sindaco Giuseppe Mascia, protagonista del lungo dialogo con l’Agenzia del Demanio, guidata nell’isola da Gianluca Palla, che ha portato all’accordo. Un’intesa che prevede, nell’attesa del via ai lavori di riqualificazione che daranno vita alla cittadella giudiziaria, che gli spazi dell’ex carcere siano animati dal Comune, in collaborazione con le associazioni e il mondo della cultura ma anche Camera di Commercio e Centri commerciali naturali, con iniziative culturali di vario genere.
La mostra
Oggi e domani sono gli ultimi giorni dell’esposizione a Cagliari, nell’affascinante spazio della passeggiata coperta del Bastione di Saint Remy. Poi, cominceranno le grandi manovre che consentiranno di trasferire i reperti e allestire la mostra negli spazi di San Sebastiano. Il protagonista è uno dei sovrani egizi più conosciuti della storia: Tutankhamon, il faraone bambino, morto ad appena 18 anni più di tre millenni fa. Quando, nel 1922, l’archeologo Howard Carter riuscì a scrutare all’interno della sua tomba da una fessura, rimase a bocca aperta per l’incredibile quantità di oro che brillava alla luce tremula della sua candela. Tutankhamon stesso era all’interno di un sarcofago di oro massiccio pesante più di due quintali. Una scoperta senza precedenti.
In breve tempo crebbe e si diffuse la leggenda della maledizione che avrebbe colpito chiunque fosse entrato nella tomba e avesse aperto il sarcofago. In realtà, l’unico decesso vicino nel tempo al ritrovamento fu quello di lord George Carnavaron, il finanziatore degli scavi, morto un anno dopo per una polmonite. Insomma, la maledizione era una fake news nata proprio per pompare sui giornali inglesi la scoperta, ma certamente ha contribuito a creare una leggenda immortale.
La mostra, patrocinata dal Comune con il supporto di Regione e Fondazione di Sardegna, consentirà di osservare le repliche ufficiali del corredo funebre di Tutankhamon, a cominciare dall’iconica maschera funeraria: gli originali, oggi conservati al Cairo, non viaggiano più da tempo. Sarà però anche l’occasione per un viaggio immersivo che accompagnerà Howard Carter nella scoperta e consentirà di visitare l’intera tomba, allestita fra la rotonda e i bracci dell’ex carcere di San Sebastiano.
Un percorso espositivo dalla forte vocazione didattica, come ha sottolineato l’assessora della Cultura Nicoletta Puggioni, e che punta ad arricchire l’offerta culturale della città. «Ospitare attività culturali nei beni del Comune e di altre amministrazioni pubbliche – aggiunge Mascia – può avere una ricaduta importante per i fattori sociali ed economici della città: per questo non dobbiamo lasciare niente di intentato e sfruttare ogni porzione di città che ci permetta di farlo».
L’ex carcere
Intanto va avanti l’iter di riqualificazione voluto dall’Agenzia del Demanio. Poche settimane fa è stato pubblicato il bando: i lavori valgono 77 milioni e l’appalto potrebbe essere aggiudicato a gennaio del 2028. La nuova cittadella ospiterà tutti gli uffici giudiziari di Sassari. Dentro ci sarà spazio anche per un asilo nido con spazi esterni, una ciclofficina con rimessaggio per le biciclette e spacci per la vendita dei prodotti agricoli provenienti dalle colonie penali. La scelta del progetto vincitore è attesa per dicembre.
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