Il ristorante chiuso a Sorso, parlano i nuovi titolari: «Irregolarità ereditate dalla precedente gestione, come mai il Comune se ne accorge solo ora?»
I proprietari del Sapore di mare, ex Chicca Piperita: «Scarichi non a norma e abusi edilizi presenti al momento dell’acquisto. Forse diamo fastidio al territorio»
Sorso La nuova proprietà del ristorante Sapore di Mare, ex Chicca Piperita, nei pressi di Marritza, replica al provvedimento di chiusura immediata disposto dal Suape del Comune di Sorso per abusi edilizi e irregolarità negli scarichi fognari. «Anzitutto nessun sigillo è stato apposto alla struttura», precisa Sara Solinas, titolare assieme al marito: la coppia ha acquistato l’immobile all’asta il 23 gennaio scorso e riaperto il locale a luglio. I due gestiscono anche lo storico ristorante l'Asfodelo in via Roma a Sassari.
Le irregolarità contestate, sostengono, sarebbero tutte riconducibili alla precedente gestione. Gli abusi edilizi «sono gli stessi specificati nella perizia dell’istituto vendite giudiziarie» e dunque già presenti al momento dell’acquisto. Anche per gli scarichi, la proprietà sostiene di aver ereditato la situazione precedente e ritiene che l’autorizzazione non sia necessaria, trattandosi di una fossa settica soggetta all’obbligo di svuotamento periodico.
La replica si trasforma poi in una critica al Comune di Sorso: «Come mai dopo tanti anni di attività della Chicca Piperita solo oggi vengono fuori tutte queste anomalie tali da impedire la ripresa dell’attività?». E ancora: «La sensazione percepita è quella di essere scomodi al territorio», mentre i nuovi titolari si aspettavano «un incoraggiamento» per aver investito nel rilancio di uno storico punto di riferimento della ristorazione.
I proprietari non intendono arrendersi: «Stiamo valutando con un team di avvocati ed esperti le soluzioni affinché l’attività possa risplendere e tornare ad essere quella che tutti abbiamo conosciuto».
Il provvedimento può essere impugnato davanti al Tar entro 60 giorni oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
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