Sassari, incubo allagamenti a Predda Niedda: sì ai fondi per il Rio Calamasciu
In bilancio 1,7 milioni per il primo lotto di lavori sul torrente tombato
Sassari Mentre il parcheggio tra Eurospin e Maury’s finiva ancora una volta sott’acqua, a Palazzo Ducale l’assessore al Bilancio Giuseppe Masala annunciava 1,71 milioni per mettere mano al Rio Calamasciu, uno dei nodi irrisolti della sicurezza idraulica di Predda Niedda.
La coincidenza è arrivata martedì, durante l'ennesima giornata di allagamenti nella zona industriale, proprio mentre il consiglio comunale esaminava la variazione di bilancio che comprende le risorse per intervenire sul torrente tombato.
Un nuovo passo avanti per un'opera che si trascina tra progetti, autorizzazioni e finanziamenti da sedici anni e che adesso comincia ad avvicinarsi alla fase operativa.
Il progetto esecutivo del primo lotto, del valore di 1,9 milioni, è stato approvato dalla giunta Mascia alla fine di settembre, su proposta dell'assessore alla Salvaguardia del territorio Pierluigi Salis. Il provvedimento comprende anche la dichiarazione di pubblica utilità, necessaria per procedere con l'acquisizione delle aree interessate.
È il primo segmento di un intervento complessivo da circa 6,9 milioni, destinato a ridisegnare il sistema di deflusso delle acque tra Predda Niedda Sud e Caniga. Il cuore dell'operazione è la realizzazione di un nuovo canale a cielo aperto lungo il lato meridionale della ferrovia, che consentirà di dare alle acque una via di deflusso alternativa rispetto all'attuale sistema.
Il vecchio tratto tombato del Calamasciu non verrà eliminato: continuerà a raccogliere le acque meteoriche della zona industriale, per poi collegarsi più a valle al nuovo corso. L'obiettivo è aumentare la capacità di smaltimento durante i temporali più intensi e ridurre il rischio di allagamenti di strade, piazzali e attività produttive. Una soluzione che interviene sulle conseguenze di decenni di trasformazioni.
Fino agli anni Sessanta il Calamasciu attraversava una distesa di uliveti, prima che l'espansione industriale portasse alla costruzione di capannoni, strade e grandi superfici asfaltate. Il corso d'acqua è stato progressivamente coperto e incanalato sottoterra, mentre l'impermeabilizzazione del suolo ha aumentato la quantità d'acqua da smaltire durante le piogge. Il risultato si ripresenta a ogni temporale violento, con il parcheggio tra Eurospin e Maury’s che diventa una delle immagini più evidenti delle criticità della zona.
La storia amministrativa dell'intervento comincia nel dicembre 2010, con un accordo tra ministero, Regione e Comune. Da allora il progetto ha attraversato passaggi urbanistici e autorizzativi complessi, compresa la necessità di confrontarsi con i vincoli archeologici presenti nell'area. La conferenza di servizi si è conclusa positivamente il 18 maggio, aprendo la strada all'approvazione dell'esecutivo di settembre.
Ora, con l'iscrizione di 1,71 milioni nel bilancio 2027 si aggiunge un ulteriore tassello al percorso finanziario e amministrativo. Restano le procedure espropriative e gli adempimenti per l'affidamento dei lavori. Ma dopo sedici anni il progetto non è più fermo alla sola programmazione: ha superato la conferenza di servizi, ottenuto l'approvazione esecutiva del primo lotto e compiuto un nuovo passaggio di bilancio. Il prossimo sarà quello decisivo per trasformare il nuovo tracciato del Calamasciu in un cantiere.
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