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Cani legati ai tronchi degli alberi senza acqua né cibo, interviene l’attivista Enrico Rizzi – Il caso a Uri

di Redazione web

	Foto Facebook Enrico Rizzi
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Foto Facebook Enrico Rizzi

Per il momento andranno in canile. Il proprietario è stato deferito e sanzionato

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Uri «Quando le cose vengono fatte bene, è giusto riconoscerlo». Inizia così il post di Enrico Rizzi, noto attivista per diritti degli animali, arrivato in Sardegna questa mattina 24 ottobre. Rizzi si riferisce al soccorso di quattro cani da caccia trovati nel territorio di Uri legati ai tronchi degli alberi – «in condizione di evidente maltrattamento, al mio arrivo non avevano cibo e alcuni nemmeno l’acqua» – e al sanzionamento del proprietario – i cani sono sprovvisti di microchip –, deferito in stato di libertà per maltrattamento di animali. I quattro cani per il momento andranno nel canile convenzionato: nonostante l’appello social dell’attivista, infatti, non è stato trovato nessuno che possa occuparsene nell’immediato. Ma saranno seguiti da un’associazione animalista.

Una vicenda, non priva di tensione, iniziata in mattinata. Mentre era in viaggio verso Sassari per un evento, l’attivista si è imbattuto nei quattro cani maltrattati, segnalando la situazione a chi di competenza. Dopo un problema con l’operatrice della centrale operativa – Rizzi ha raccontato tutto passo dopo passo sul suo profilo Facebook anche attraverso una diretta; era pronto a presentare una denuncia per l’ipotesi di reato di omissione di atti di ufficio –, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Ossi e successivamente anche la Asl. «Hanno operato in maniera assolutamente corretta, nel pieno rispetto delle leggi. Per questo li ho ringraziati – ha scritto nel suo post –. Voglio augurarmi che l’operatrice abbia avuto un momento di nervosismo, come può capitare a tutti. Il modo in cui si è rivolta a un cittadino che chiedeva aiuto resta sbagliato, ma è altrettanto giusto riconoscere il lavoro svolto da chi è arrivato». 

«Il canile non è certamente la soluzione che desidero per loro – scrive – ma almeno adesso saranno liberi dalle catene e potranno ripararsi dal freddo. Saranno seguiti da un’associazione animalista, Guardian Angels, con cui sono entrato in contatto, che si impegnerà a trovare loro una famiglia».

Rizzi, però, non si fermerà qui. «Nelle prossime ore – aggiunge sul post – scriverò anche al Questore di Sassari per chiedere l’immediata revoca del porto d’armi del proprietario, un cacciatore. Mi auguro che i Carabinieri si attivino già d’iniziativa in questo senso. Grazie a chi è intervenuto e a chi aiuterà questi cani a cominciare una nuova vita».

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