Aggressione nel carcere di Bancali, un agente rischia di morire strangolato
Il Consipe: «Servono interventi immediati, non aspettiamo che ci scappi il morto»
Sassari Nuovo episodio di violenza ai danni della polizia penitenziaria nella casa circondariale di Bancali. L’aggressione si è verificata nella mattinata di oggi, 30 ottobre, durante un intervento che ha coinvolto diversi agenti e un detenuto protagonista di una condotta particolarmente violenta. Nel corso delle concitate fasi dell’intervento, uno degli operatori è stato afferrato al collo, rischiando concretamente di morire strangolato.
La reazione dell’agente, il tempestivo supporto dei colleghi e l'equipaggiamento protettivo hanno permesso di evitare conseguenze ancora più gravi. Tra il personale coinvolto, un poliziotto ha riportato lesioni e contusioni evidenti al volto.
A denunciare l’accaduto è Roberto Melis, segretario nazionale del ConSiPe, che torna a richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari e sui rischi affrontati quotidianamente dagli agenti. «Quanto accaduto questa mattina a Sassari-Bancali è estremamente grave e non può essere considerato l’ennesimo incidente di servizio – dichiara Melis – Diversi colleghi si sono trovati in una situazione di grande pericolo e uno di loro ha rischiato concretamente di essere strangolato mentre svolgeva il proprio lavoro».
Il segretario nazionale del sindacato esprime solidarietà a tutti gli operatori coinvolti, con un pensiero particolare all’agente rimasto ferito, e sollecita interventi immediati da parte dell’Amministrazione penitenziaria. «Non possiamo continuare a parlare di sicurezza soltanto dopo episodi di questa gravità. Servono strumenti adeguati, una migliore organizzazione e condizioni operative che permettano al personale di affrontare le situazioni di pericolo senza essere lasciato solo. Chiediamo provvedimenti concreti: non possiamo aspettare che ci scappi il morto per comprendere che il problema è diventato insostenibile», aggiunge Melis.
Il ConSiPe ribadisce la necessità di una maggiore attenzione da parte degli organi competenti, sottolineando come le aggressioni al personale non possano essere considerate una componente inevitabile del lavoro penitenziario. La sicurezza degli istituti e della collettività passa anche attraverso la tutela di chi vi opera ogni giorno. Per il sindacato, garantire l’incolumità degli agenti deve diventare una priorità concreta, attraverso misure capaci di prevenire nuovi episodi di violenza.
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