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La scomparsa

Mondo del calcio in lutto, è morto Mircea Lucescu: il visionario che ha rivoluzionato il gioco

Mondo del calcio in lutto, è morto Mircea Lucescu: il visionario che ha rivoluzionato il gioco

Aveva 80 anni, fatale un infarto dopo una settimana di ricovero. Tecnico geniale e non convenzionale, ha lasciato un segno profondo tra Romania, Italia e Ucraina

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È morto poco dopo le 19 di oggi, martedì 7, Mircea Lucescu. Aveva 80 anni. A causarne il decesso è stato un infarto, dopo giorni di ricovero e oltre 24 ore di coma indotto. Considerato uno degli allenatori più innovativi del calcio europeo, Lucescu aveva anticipato pratiche oggi diffuse come l’analisi delle partite. Già negli anni della Romania di Ceausescu studiava i movimenti in campo attraverso rilevazioni manuali, ricostruendo le dinamiche di gioco con metodi artigianali ma estremamente efficaci.

La sua carriera è stata segnata da un approccio fuori dagli schemi. Non si identificava con moduli rigidi, ma con principi: possesso, spaziature, comprensione del gioco. In contesti dominati da modelli consolidati, ha spesso proposto alternative, imponendosi con idee innovative sia in patria sia all’estero.

In panchina ha conquistato 36 trofei con otto squadre diverse, valorizzando numerosi talenti e lasciando un’impronta duratura soprattutto allo Shakhtar Donetsk, trasformato in una realtà competitiva a livello europeo. Anche in età avanzata aveva continuato ad allenare, guidando la nazionale rumena nel tentativo di riportarla ai vertici.

Accanto ai risultati, Lucescu ha incarnato una visione ampia del calcio: attenzione alla formazione culturale dei giocatori, disciplina e apertura internazionale. Parlava otto lingue e promuoveva la crescita personale dei suoi atleti anche fuori dal campo.

Dalla Romania all’Italia, fino all’Ucraina, la sua eredità resta legata a un’idea di calcio fondata su conoscenza, intuizione e capacità di anticipare il futuro.

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