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Nazionale italiana, il ct Mancini: «Spero che i tifosi mi perdonino, voglio due trofei» – Le dichiarazioni

Nazionale italiana, il ct Mancini: «Spero che i tifosi mi perdonino, voglio due trofei» – Le dichiarazioni

Accanto a lui Claudio Ranieri: «È il coronamento della carriera»

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Roberto Mancini e Claudio Ranieri si prendono la Nazionale. Oggi, mercoledì 29 luglio, il nuovo, rispettivamente, commissario tecnico e direttore tecnico dell'Italia si sono presentati in conferenza stampa. Inevitabile, per Mancini, partire dalle scuse per il burrascoso addio del 2023. «Riguardo alla mia vicenda di tre anni fa: allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. Mi dispiace molto per come è andata», ha detto il ct. «Mi sono sentito come se avessi perso la donna della mia vita, ho commesso degli errori. Mi dispiace molto per quello che è accaduto. Ora la sorte mi dà la possibilità di potermi rifare e voglio riportare la Nazionale italiana dove merita. Spero i tifosi mi perdonino».

Al suo fianco, il nuovo direttore tecnico Ranieri. «Questo è il coronamento di una carriera, ero incredulo quando ho visto chiamata Malagò. Nessuna voglia di rivalsa rispetto al mio addio alla Roma, voglio far tornare ad appassionare la gente all'azzurro». Vari i punti del suo “programma”. «Giocare a calcio costa troppo, alcune famiglie non possono permetterselo e questo non può essere. Una delle difficoltà è nel salto tra l'Under 21 e il calcio dei grandi, dobbiamo permettere di far giocare i giovani. Nei settori giovanili bisogna puntare sulla tecnica individuale. E io cercherò di provvedere, anche ripartendo dal progetto che avevano messo a punto Maldini e Leonardo».

Chiaro l'obiettivo di Mancini. «Quando sono arrivato la prima volta sono rimasto cinque anni, sono tanti. Ho firmato contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo o magari due. Quando noi siamo partiti mi ricordo il 95% dei giornalisti che ci ritenevano l'ottava squadra d'Europa. Se l'Italia va al Mondiale come dovrebbe, quando è lì diventa una delle squadre da battere, anche se arriva da non favorita diventa pericolosa. Nostro obiettivo è formare una squadra pericolosa il prima possibile».

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