Un canestro appeso a un palo nel parco: così resiste il basket in un piccolo paese
Le due palestre attendono entrambe lavori di ristrutturazione. Nel frattempo il club si arrangia creando un piccolo campo sulle mattonelle ma rischia di perdere i bambini e ragazzi iscritti
Senorbì Un canestro appeso a un palo nel parco di Santa Mariedda e strisce di nastro adesivo per riprodurre l’area di un campo. È il simbolo della voglia di fare sport che resiste a tutte le difficoltà, è la disperata soluzione trovata dalla Basket Senorbì per proseguire l’attività dei suoi giovani cestisti. Il piccolo club del paese del Cagliaritano ha scelto una sfida che sa di “accrocco” pur di non perdere il suo patrimonio.
Perché la società, nata nel 2017, sia costretta a svolgere la sua attività... all’addiaccio è presto detto: le due palestre sono entrambe inutilizzabili. Quella della scuola media di via Tevere, di proprietà del Comune, da anni la sede degli allenamenti e della gare del club, già dalla scorsa stagione (marzo) è in attesa di lavori di ristrutturazione; frattanto, sperando che i tempi fossero brevi dirigenti hanno terminato la stagione a Selegas affittando l’uso della palestra. All’avvio della nuova annata sportiva a settembre la situazione non è però cambiata. La Basket Senorbì ha anche una convenzione biennale con la Provincia per l’utilizzo della palestra dell’istituto superiore, ma per problemi di sicurezza riguardanti l’ingresso e i tombini non c’è ancora il permesso per utilizzarla.
Non sembrano questioni irrisolvibili, le istituzioni hanno riferito di essere al lavoro per consentire di ripristinare la situazione, in particolare il Comune (che si è offerto anche di mediare con la Provincia, i cui lavori potrebbero essere realizzati con maggiore velocità) per ridare un tetto alla Basket Senorbì, ma non vi sono certezze e comunque potrebbe essere troppo tardi. Nel frattempo, infatti, da una settantina che erano, gli iscritti (che vanno dalla fascia della primaria ai ragazzi di 17 anni coprendo parecchie categorie a partire dal minibasket) si sono già ridotti drasticamente a una trentina.
In pochi mesi una società che svolge un lavoro prezioso grazie alla passione dei suoi dirigenti guidati dalla presidente Luisa Piseddu ha visto vanificarsi gran parte del lavoro di anni, fatto anche di collaborazione con le scuole del territorio. L’idea di portare un canestro nel parco in una zona mattonellata serve a tenere botta, ma le prime piogge hanno già creato i primi problemi e altre defezioni. La burocrazia sta per battere lo sport, ma si può ancora rimontare e vincere la partita, se lo si vuole.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
