«Ho scavato a mani nude per cercare di liberare Luca»: il racconto della fidanzata dello speleologo
Con lui dentro la grotta di Gorropeddu al momento del crollo, è corsa a chiamare i soccorsi. Dopo 27 ore la notizia tanto attesa: il suo compagno era salvo
Urzulei «Ho grattato la terra fino a che ho potuto, per liberarlo, ma non ce l’ho fatta perché si sentivano altre frane, così sono dovuta andare via e cercare campo e soccorsi», ha raccontato, ancora sconvolta, ai soccorritori che finalmente l’avevano raggiunta. Sono state 24 ore di inferno, quelle che ha trascorso la fidanzata di Luca Olmetto, il giovane speleologo di Codrongianos intrappolato da domenica 11 ottobre nella grotta di Gorropeddu, e raggiunto finalmente, e portato in salvo, oggi pomeriggio, 12 ottobre, dopo un’imponente operazione di soccorsi.
La giovane, anche lei appassionata di speleologia, era insieme al compagno, domenica, quando, sul finire della loro avventura in grotta, mentre stavano per raggiungere l’uscita dell’anfratto, la volta ha ceduto e i detriti sono piovuti sul fidanzato. Mentre lei si è salvata solo per una questione di pochi secondi. «Ho scavato a mani nude fino a che ho potuto», ha raccontato, dopo essere stata soccorsa e accompagnata in una tenda al campo base allestito a un’oretta di distanza dal luogo dell’incidente. E lì, dalla notte tra domenica e il tardo pomeriggio di oggi, ha atteso fiduciosa che gli esperti raggiungessero e portassero in salvo il suo Luca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
