Quando il pane diventa arte, Graziella Frau regina d’Italia
La panificatrice prima in assoluto a livello nazionale utilizza farine locali e lievito madre: «Ogni decorazione racconta una storia»
In Sardegna, il pane non è solo alimento, ma espressione di cultura, tradizione e arte. Tra i maestri di quest'antica pratica spicca Graziella Frau di Siniscola, attuale campionessa nazionale assoluta nel Campionato Italiano Panificazione. Il suo percorso è la dimostrazione di come la passione, l'impegno e il rispetto per le tradizioni possano trasformarsi in un'arte riconosciuta a livello internazionale. Ma il successo non distoglie Graziella dall'importanza della materia prima: «Uso farine sarde, lievito madre, sale e acqua», sottolinea, spiegando come ogni elemento sia essenziale per ottenere un prodotto autentico. La cottura è un'arte a sé: «Gioco sulle sfumature, uso il cannello, sperimento le cotture».
Ogni passaggio è curato nei minimi dettagli, per garantire un prodotto che non sia solo bello da vedere, ma anche eccellente nel gusto. «L'ho sempre visto, è un’arte che c’è sempre stata nella mia vita», racconta Graziella, parlando della sua infanzia circondata dalle nonne che creavano dolci e pane decorato. La sua arte nasce in un ambiente dove ogni festività portava con sé la preparazione di pani speciali, simbolo di celebrazione e rispetto. Tradizione ma anche sperimentazione: «Quando ho vinto la medaglia d’argento il pane l’ho aromatizzato con la pompia, l’agrume endemico di Siniscola, è stato un successo enorme». Agrume che Graziella usa anche nei suoi dolci, che vende nel suo laboratorio “I preziosi di Graziella”. Nel 2018, la sua dedizione la porta a far parte delle eccellenze sarde riconosciute dalla Camera di Commercio. La voglia di mettersi alla prova la spinge a partecipare a concorsi nazionali e internazionali, ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi.
«Sono partita per Londra, dove ho ricevuto riconoscimenti anche da Francesco Mazzei, chef stellato», racconta con orgoglio. La sua crescita artistica è stata segnata dalle competizioni, che l'hanno spinta a perfezionare le tecniche e a innovare nel rispetto della tradizione. Nel 2023 arriva la consacrazione definitiva con la medaglia d'oro. Ma il successo non si ferma qui: nel 2025, Graziella conquista l'oro assoluto a livello nazionale, diventando campionessa italiana di questa antica arte. «Il pane è rispetto, racconta le nostre origini, è un ponte tra passato e futuro», sottolinea, evidenziando il valore culturale che questa tradizione porta con sé. Per lei, ogni forma, ogni incisione e ogni decorazione raccontano una storia e racchiudono il sapere di generazioni. Non solo campionessa, ma anche insegnante, Graziella trasmette la sua arte a numerose allieve, dando a ciascuna una formazione rigorosa e personale. «Sanno riconoscere le mie allieve», dice con fierezza, evidenziando l'impronta precisa che lascia nella loro formazione. «Non le mollo fino a quando non sono pronte, questo è tramandare».
Il suo impegno nell'insegnamento si basa su una formazione completa, che non riguarda solo le tecniche artistiche, ma anche il rispetto per la materia prima e la conoscenza delle tradizioni. Ma non mancano le sfide. «Oggi c'è la piaga del pane decorativo non commestibile», denuncia, riferendosi alla tendenza di creare pane solo per l'estetica, spesso condito con colle e silicone, senza rispetto per la tradizione culinaria. Per Graziella, invece, il pane deve essere un equilibrio perfetto tra bellezza e bontà. «Non possiamo perdere l'essenza di ciò che siamo», afferma, sottolineando l'importanza di mantenere viva l'autenticità di questo prodotto. Conclude, ricordando come il pane abbia sempre avuto un ruolo centrale nelle feste sarde, da Pasqua a Natale.