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Il caso

Milano-Cortina 2026, atleti su OnlyFans per pagare allenamenti e trasferte: ecco chi sono


	La campionessa di bob Lisa Buckwitz
La campionessa di bob Lisa Buckwitz

Costi fino a 50mila euro l’anno: tra piattaforme a pagamento, calendari e crowdfunding

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Milano Sponsor tradizionali e contributi pubblici spesso non coprono le spese di una stagione olimpica. Allenamenti, voli intercontinentali, attrezzature tecniche e staff possono arrivare a costare quanto un appartamento. Per questo, in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, diversi atleti tedeschi hanno scelto forme di autofinanziamento alternative, tra cui l’approdo su OnlyFans. La notizia è stata riportata anche da TGCom24.

Tra i casi più discussi c’è Lisa Buckwitz, campionessa del mondo di bob nel 2024. L’atleta ha aperto un profilo sulla piattaforma per sostenere economicamente il proprio team. «Non mi mostrerò mai completamente nuda, ma è un’opportunità per finanziare il mio sport», aveva spiegato prima dei Giochi. Una stagione nel bob, tra raduni, trasferte, materiali e supporto alle compagne, può arrivare a costare circa 50mila euro, cifra che – secondo Buckwitz – non sarebbe sostenibile con i soli sponsor tradizionali. Per lei OnlyFans rappresenta «un vero sponsor», che le consente di conciliare l’attività sportiva con il lavoro nell’esercito, sua occupazione principale.

Sulla stessa linea il compagno di squadra Georg Fleischhauer, che ha precisato: «Non sono una pornostar». Il suo profilo, ha spiegato, serve a raccontare la vita da atleta professionista e a monetizzare contenuti esclusivi, trasformando la visibilità online in sostegno concreto alla carriera.

Non tutti scelgono piattaforme a pagamento. Sei pattinatori di velocità tedeschi hanno posato senza veli per il calendario “Ice, Ice, Baby 2026”, iniziativa nata per raccogliere fondi destinati alle spese di allenamento. I pattinatori artistici Annika Hocke e Robert Kunkel puntano invece su sponsorizzazioni, premi e attività sui social, utilizzando la popolarità digitale come leva economica.

Il fenomeno non riguarda solo la Germania. Il crowdfunding ha permesso allo sciatore svizzero Franjo von Allmen, a 17 anni e dopo la morte del padre, di finanziare la propria stagione grazie al sostegno dei tifosi, fino a diventare campione del mondo lo scorso anno. «Queste soluzioni sono assolutamente legittime», ha commentato il biatleta Danilo Riethmüller. In discipline come il biathlon premi e sponsor sono più consistenti e molti atleti possono contare su impieghi nelle forze armate, nella polizia o nella dogana, ma per altri trovare risorse diventa una necessità.

Anche alcuni membri della nazionale britannica di tuffi hanno aperto profili su OnlyFans. La scorsa estate il campione olimpico Jack Laugher aveva spiegato al Daily Mail di pubblicare foto seminude per integrare i guadagni: «Non ci sono tanti soldi nella mia disciplina».

Aprire un account su piattaforme a pagamento, sfruttare i social o posare per un calendario non è più un tabù per molti sportivi, ma una strategia per restare competitivi. Perché dietro una medaglia olimpica c’è un investimento economico rilevante e, per Milano-Cortina 2026, oltre al talento serve anche un piano finanziario alternativo.

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