La Nuova Sardegna

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BuonGusto – Speciale Home restaurant

Tradizione e convivialità nel menù di Sa Cortiza a Ottana

di Michela Columbu
Tradizione e convivialità nel menù di Sa Cortiza a Ottana

L’esperienza nata da Cortes Apertas diventa un’attrazione per i buongustai

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Quando Paolo Denti ha deciso di aprire le porte di quella piccola casa del centro storico ai visitatori, era il 2017 e a Ottana iniziava Cortes Apertas. Uno stabile che negli anni del boom industriale assolveva a una funzione di ospitalità perchè molti operai vi hanno alloggiato. Ora quella funzione ospitale si è evoluta in qualcosa di diverso: la casa ospita l'Home restaurant Sa Cortiza, gestito e curato da Paolo e dalla sua compagna Giovanna Piga.

Lui ottanese con laurea in scienze politiche, lavoro come operatore di Informagiovani. Lei maestra orotellese. Ad unirli la passione per la cucina concretizzata nell'avvio da un anno di questa attività collaterale «a cui siamo arrivati – spiega Paolo – dopo aver aperto ogni anno le porte della casa per Cortes Apertas appunto. Da lì abbiamo capito che la formula dell'home restaurant poteva darci una soddisfazione ancora maggiore. Apriamo a un massimo di dieci persone, in un ambiente familiare semplice e curato, con ricette che sanno di casa».

Sono proprio la cucina, che un tempo ospitava la preparazione delle colazioni degli operai, e il barbecue all'esterno, nel cortile, ad essere testimoni di sperimentazioni che prendono vita secondo il filone della stagionalità e della disponibilità di materie prime a chilometro zero. «Ogni mese – spiega Paolo –, il menù si adegua a quello che offre la stagione. Questo mese protagonisti sono asparagi e finocchi. Le polpettine di asparagi sono un esperimento ben riuscito nato dalla volontà di provare. Apprezzatissime. Mentre la carne, della cui cottura si occupa Giovanna, prevale nei secondi».

Un intreccio territoriale e culinario che a Ottana, paese che si sta strutturando a livello turistico, soddisfa quello che Paolo definisce "un fenomeno sempre più ricercato, quello degli home restaurant, che sta riscuotendo molto interesse – spiega –, perché offre un qualcosa di diverso che non è solo un pasto, ma anche una lunga chiacchierata tra ospiti e padroni di casa. Quel social eating che noi guardiamo con enorme interesse». Così come cambia il menù ogni mese in base alla stagionalità, cambiano anche i clienti, spesso e volentieri stranieri, «che ci individuano tramite la rete – puntualizza il padrone di casa – dove raccogliamo anche i feedback, che ci danno una fortissima motivazione. Così speriamo di migliorare e di affinare la nostra offerta. Il nostro progetto è in evoluzione, mi sto informando sempre di più sulle possibilità che dà l'impresa domestica, oltre a quella dell'home restaurant, per autoprodurre altre materie prime per la nostra cucina, ad esempio».

Così tra macarrones ischeaos, (gnocchi di pasta fresca fatti in casa), ravioli di ricotta o formaggio, alisanzelas (pasta all'uovo), o una semplice minestra con patate e cazau (merca), tutto rigorosamente fresco e preparate secondo le necessità, è bello per i titolari di questa iniziativa sapere che con la semplicità delle ricette casalinghe è possibile far crescere un progetto nato quasi per caso.

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