La Nuova Sardegna

Il concerto-spettacolo

Massimo Ranieri, doppio live sull’isola: «Sul palco è sempre la prima volta»

Massimo Ranieri, doppio live sull’isola: «Sul palco è sempre la prima volta»

L’artista napoletano sta portando in tour Tutti i sogni ancora in volo

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L’estate sarda si prepara ad accogliere nuovamente uno dei protagonisti più amati dello spettacolo italiano. Massimo Ranieri torna nell’isola con il suo Tutti i sogni ancora in volo, il concerto-spettacolo che continua a conquistare il pubblico in tutta Italia. Due gli appuntamenti sardi inseriti in questo fitto calendario: mercoledì 12 agosto all’Arena del Mare di Golfo Aranci e giovedì 13 all’Arena della Fiera di Cagliari. Più che un semplice concerto, Tutti i sogni ancora in volo è uno spettacolo che intreccia musica, teatro e narrazione in un racconto coinvolgente, nel quale Ranieri porta in scena tutta la sua straordinaria versatilità artistica. Ideato insieme a Edoardo Falcone e prodotto da Marco De Antoniis, lo show alterna grandi successi, momenti di intensa interpretazione, racconti personali e incursioni teatrali, regalando al pubblico un viaggio emozionante attraverso oltre 50 anni di carriera.

Il suo nuovo tour arriva in Sardegna. Dopo tanti anni di carriera, cosa rappresenta oggi il palco per Massimo Ranieri?

«Quando entro sul palcoscenico e sento arrivare l’applauso del pubblico sono sempre emozionato come fosse la prima volta. Guai a perdere l’emozione. E poi tutte le canzoni mi ricordano momenti particolari. Ogni canzone ha una storia diversa dall’altra».

La Sardegna le ha sempre riservato un'accoglienza calorosa. Un ricordo, un luogo o un incontro sull'isola che le è rimasto particolarmente nel cuore?

«Venire in Sardegna mi riempie il cuore di gioia e già mentre sto arrivando il suo mare e le sue meravigliose coste mi rasserenano. Poi un po’ ovunque, ma in particolare in Sardegna, da molti anni la platea dei miei spettacoli è “ringiovanita” perché i genitori hanno passato il loro amore per le mie canzoni ai figli e sono felice perché così sono sempre presenti molti giovani e cantano con me: li aspetto anche quest’estate».

Nell'epoca dei social, una canzone può diventare un tormentone in pochi giorni. Lei, che ha attraversato generazioni di musica, come guarda a questo fenomeno? Crede che un successo "virale" possa lasciare un segno duraturo come i grandi classici?

«I cosiddetti tormentoni non restano, durano un’estate e poi spariscono perché non sono “canzoni”, ma sono “tormentoni”. I miei colleghi, i grandi miti, hanno lasciato canzoni da sessant’anni perché la loro è... musica».

Lei ha interpretato autori molto diversi tra loro. Se dovesse rendere omaggio a Francesco Guccini con una sola sua canzone in concerto, quale sceglierebbe? E cosa pensa renda le sue parole ancora così attuali anche per i più giovani?

«Un capolavoro di assoluta attualità, nato dall’anima di un grande poeta come è Francesco Guccini, “Cirano”, ispirato al dramma di Cyrano de Bergerac, è più che attuale perché si scaglia contro l’arroganza del potere e c’è il disprezzo del conformismo e un inno alla libertà e poi difende... i sognatori. Ecco i sogni dei giovani vanno salvaguardati e vanno aiutati a realizzarli».

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