Musica, sport e cultura: ecco i sette vincitori del Premio Navicella – Tutti i riconoscimenti
L’assessore Cuccureddu: «Edizione storica dedicata a chi ha portato la Sardegna fuori dai propri confini conservando un legame»
Sette sardi di nascita o adozione, sette navicelle d’argento. Dopo Cagliari, Castelsardo, Porto Cervo, Porto Rotondo ha ospitato per il tredicesimo anno di fila la cerimonia del Premio Navicella, il più ambito riconoscimento della Sardegna che premia chi ha saputo valorizzare l’isola a livello nazionale e internazionale, portandola con sé nel mondo. Al teatro Mario Ceroli la venticinquesima edizione del festival, sostenuta dal Comune di Olbia e dal Consorzio del comprensorio di Porto Rotondo, sono stati premiati il musicista, polistrumentista nuorese Gavino Murgia, la scienziata epatologa Patrizia Farci, l’ex capitano della nazionale italiana di basket Luigi Datome, il docente di letteratura italiana all’Università di Bologna Giuseppe Ledda, con la giornalista ed inviata Rai Laura Cappon, e la regina della musica disco Amii Steward. Assegnato anche il premio Olimpia Matacena, dedicato ai grandi del mondo della comunicazione. A riceverlo Mario Tozzi, divulgatore scientifico e conduttore della trasmissione Tv “Sapiens-Un solo pianeta”. Una parata di stelle per raccontare l’isola vista oltremare.
L’iniziativa
«Edizione storica, dedicata a chi ha portato l’isola fuori dai propri confini e con cui ancora ha un legame – afferma Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio e a capo della giuria che ha selezionato i nomi – . L’iniziativa celebra la rete sociale creata fra Sardegna e sardi, ma soprattutto con chi esce dalla Sardegna senza perdere la propria sardità». L’obiettivo è quello di far conoscere le eccellenze sarde nel mondo. «Premiare il successo ottenuto in altre nazioni è la dimostrazione che i sardi non sono invidiosi – prosegue Cuccureddu –, è testimonianza del successo legato alla nostra terra. Il riconoscimento sprona e fa sperare. C’è chi parte e chi arriva: dobbiamo far sì che sempre più persone creino relazioni col territorio e investano qua. Apprezzo chi ha girato il mondo senza perdere il legame con la propria terra». Cuccureddu non pensa che la “fuga di cervelli” sia solo un problema, quando ci si ricorda le proprie origini. «Non sono contro l’uscire per motivi accademici o lavorativi e poi ritornare con nuove conoscenze e un bagaglio di esperienza più ampio. Però bisogna creare possibilità qua, in Sardegna. Ci sono diversi esempi di personalità che hanno trovato nella Sardegna terreno fertile a livello professionale e lavorativo. Basta mettere in condizioni chi sceglie di lavorare qua e offrirgli un giusto ambiente con clima umano produttivo».
Hall of fame
Le navicelle in argento, ideate e realizzate dall’orafo cagliaritano Bruno Busonera sono ispirate al famoso bronzetto nuragico. Vengono assegnate annualmente a partire dal 2002 e nelle precedenti edizioni hanno ottenuto l’ambito riconoscimento 156 personalità, fra le quali Gianfranco Zola, Francesco Cossiga, Paolo Fresu, Barbara Serra, Franco Columbu, Jacopo Cullin, Ettore Sequi, Caterina Murino, Giovanni Floris.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Egidiangela Sechi, è stata organizzata dall’associazione “Sardegna oltre il mare”, e resa possibile grazie al sostegno del Comune di Olbia, dalla Fondazione di Sardegna,del Consorzio di Portorotondo e degli sponsor: Acciona, Banco di Sardegna, Hotel Sporting, Hotel Sestante, Hotel Gabbiano Azzurro e Cantine Surrau.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
