Enzo Miccio: «Per sei anni ho vissuto un inferno». Il rapporto malato con l’ex compagno e la scelta di raccontarlo dopo la sua morte
Il wedding planner si mette a nudo nel libro “Quando l’amore non basta”: la relazione tormentata, la terapia e la morte dell’ex compagno
Milano Enzo Miccio racconta per la prima volta la relazione che più di tutte ha segnato la sua vita. Un rapporto durato anni, vissuto tra un sentimento fortissimo e una sofferenza che descrive come profonda e logorante. È il cuore di “Quando l’amore non basta”, il memoir pubblicato da Cairo Editore e in uscita domani, martedì 15 settembre.
Il volto televisivo e wedding planner ha scelto di non indicare mai nel libro il nome dell’uomo con cui ha vissuto questa storia: un noto chirurgo plastico francese morto nel gennaio 2025 per una leucemia fulminante. Una scelta dettata, spiega, dalla volontà di rispettarne la memoria. La scomparsa dell’ex compagno è stata anche la spinta decisiva a mettere per iscritto quanto era accaduto.
In un’intervista al Corriere della Sera, Miccio racconta di avere affrontato la scrittura quasi come una forma di terapia, nel tentativo di comprendere una relazione che, dietro un’apparenza felice, gli aveva provocato una sofferenza enorme. Parla di un legame che aveva assunto dinamiche malsane, pur precisando che non vi furono mai violenze fisiche, e della difficoltà di riconoscere subito ciò che stava vivendo.
La relazione era cominciata dopo un incontro a Parigi, quando Miccio era ancora legato da undici anni al precedente compagno, Massimiliano. In breve tempo il nuovo rapporto divenne totalizzante. Miccio descrive pressioni continue, silenzi che potevano durare giorni, telefonate senza risposta e improvvise esclusioni dalla vita del partner. Nonostante tutto, continuava a raggiungerlo frequentemente a Parigi, incapace di interrompere definitivamente il legame.
Per riuscire a interpretare quelle dinamiche si rivolse infine a una psicoanalista, prima individualmente, poi insieme al compagno e successivamente ancora da solo. Una terapeuta gli descrisse la sua situazione attraverso l’immagine delle “sabbie mobili”: più tentava di uscire, più qualcosa sembrava trascinarlo nuovamente dentro. Da quella esperienza Miccio trae il messaggio centrale del libro: quando una relazione diventa distruttiva, il sentimento da solo non è sufficiente e può essere necessario chiedere aiuto.
La rottura arrivò dopo l’ennesima crisi. Miccio volò a Parigi ma il compagno, pur essendo in casa, non gli aprì. Dopo diversi tentativi decise che non sarebbe più tornato. Dice di avere impiegato tempo a liberarsi definitivamente da quel rapporto, anche perché l’altro continuava a cercarlo, ma da quel momento non cedette più.
Nonostante tutto, Miccio conserva dell’ex compagno anche ricordi felici e continua a considerare autentico il sentimento che li aveva uniti. E dopo una vicenda così dolorosa non ha rinunciato all’idea dell’amore: proprio lui, che dei matrimoni ha fatto una professione, dice di crederci ancora e di sperare di incontrarlo nuovamente. La prima presentazione di “Quando l’amore non basta” è in programma domani alle 18.30 alla Mondadori Duomo di Milano, insieme a Camila Raznovich.
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