Edina Altara, la bambina che disegnava il mondo con le forbici: la sua storia diventa un libro illustrato
È in libreria «Edina artista bambina», scritto da Teresa Porcella e illustrato da Giorgia Atzeni per Ilisso in occasione della mostra di Nuoro
Nuoro È in libreria Edina artista bambina, l’albo che Teresa Porcella ha scritto e Giorgia Atzeni ha illustrato per Ilisso in occasione della mostra Edina Altara. Una fantasia moderna. Il volume racconta la nascita di una vocazione attraverso la voce immaginaria dell’artista sassarese, tornando all’infanzia e alla scoperta delle possibilità creative della carta.
Basta un paio di forbici per fare uscire una casa da un foglio. Poi arrivano figure, animali, piccoli oggetti, e quel gioco diventa un modo di guardare le cose. È una delle scoperte attorno alle quali prende forma il racconto, che accompagna la ricostruzione del percorso creativo di Altara proposta dall’esposizione. Curata da Giuliana Altea, la mostra si inaugura domani, sabato 7 novembre, alle 11 allo Spazio Ilisso di Nuoro e resterà visitabile fino al 2 maggio 2027.
Pubblicato nella collana Vissi d’arte, l’albo ha 48 pagine, costa 16 euro ed è rivolto ai lettori dai sette anni e agli adulti. Porcella e Atzeni, già abituate a lavorare insieme, firmano qui il loro primo libro comune per Ilisso. La scelta narrativa permette di entrare subito in relazione con la protagonista: Edina si rivolge al «Mondo», lo interroga, gli rinfaccia le sue ingiustizie, prova a cambiarlo. La voce che ascoltiamo è letteraria. I dati biografici, le immagini e i documenti sostengono una riscrittura che dà forma a pensieri e dialoghi immaginati.
Il racconto comincia dalle sorelle. Aurora, Lavinia, Edina e Iride si presentano come una piccola comunità, legata da una fiducia che precede ogni riconoscimento pubblico. Il padre Eugenio e la madre Gavina Campus appartengono a questo primo universo di affetti. Nella storia, la partenza del padre apre una frattura alla quale Edina reagisce disegnando: ritrae la madre, le inventa abiti, spedisce i fogli al genitore lontano. La fantasia prova a ristabilire un contatto, a tenere insieme ciò che la vita ha separato. «Se il Mondo toglie, io aggiungo. Se lui taglia, io cucio»: la ribellione che Porcella mette in bocca alla protagonista contiene già una dichiarazione di poetica.
Il gesto del ritagliare acquista così un significato preciso. Dentro la carta ci sono possibilità da riconoscere e liberare; accostando frammenti si costruiscono relazioni nuove. Le mani diventano protagoniste del libro, talvolta più veloci del pensiero, capaci di sorprendere la stessa bambina. È la scoperta racchiusa anche nel soprannome «Forbicicchia», che nel racconto rimanda a Paola Lombroso. L’arte prende corpo attraverso l’esperienza dei materiali, la curiosità, il piacere di vedere nascere qualcosa.
Questa fiducia incontra però un limite. L’arrivo della cometa di Halley e la paura che possa provocare la fine del mondo interrompono il movimento delle mani. La «cometite», come viene chiamata nel libro, introduce il dubbio più difficile: quale senso può avere creare, se ogni cosa rischia di scomparire? Il racconto si ferma insieme a Edina e concede spazio all’incertezza. Le mani che prima tagliavano e assemblavano ora sorreggono una testa appesantita dai pensieri. Anche questa pausa appartiene alla formazione dell’artista: imparare ad aspettare, riconoscere la propria fragilità, dare tempo alle domande.
Il passaggio della cometa permette alla protagonista di riprendere il lavoro con una consapevolezza diversa. Il desiderio di fare arte si lega alla gioia che quell’attività può offrire, a lei e agli altri. La parola «bambina» del titolo assume allora il senso di una disponibilità a sperimentare che può accompagnare tutta una vita. Nel libro questa disponibilità convive con il dolore, con la paura e con la conquista dell’autonomia.
Le illustrazioni di Giorgia Atzeni partecipano alla costruzione del racconto. Fotografie di famiglia e disegni convivono con riproduzioni di opere, carte manoscritte, ritagli di giornale. Le figure illustrate entrano in relazione con i materiali d’archivio, mentre forbici e nastri attraversano le pagine. La memoria ha la concretezza dei fogli e degli oggetti. Nella sequenza della cometa, il cielo scuro e le stelle si accostano alle pagine della stampa dell’epoca: la paura della protagonista trova così uno sfondo collettivo. Altrove l’immagine accompagna il gesto minuto, il lavoro delle dita, l’attenzione rivolta a una sagoma.
L’invenzione narrativa mantiene visibili i propri riferimenti. Il colophon richiama i volumi di Giuliana Altea dedicati ad Altara, pubblicati da Ilisso nel 2005 e nel 2025, dai quali provengono le referenze fotografiche. Porcella ringrazia inoltre Federico Spano e Angelino Mereu per i ricordi e le opere personali messi a disposizione. Una nota biografica conclusiva ricompone le tappe della vita dell’artista, nata a Sassari nel 1898 e morta a Lanusei nel 1983, mettendo il racconto in rapporto con la sua vicenda storica.
È anche attraverso queste pagine che il lettore può seguire la continuità fra i giocattoli di carta degli inizi e il lavoro nell’illustrazione, nella moda, nella ceramica e nella decorazione, fino alla collaborazione con Gio Ponti. Il libro offre un accesso a questa varietà partendo da un’esperienza vicina ai bambini: trasformare un materiale, provarne le possibilità, immaginare un uso nuovo. Il richiamo a Maria Lai, inserito da Porcella nel testo, ne esprime bene l’orizzonte: «Il gioco è l’arte dei bambini e l’arte è il gioco degli adulti». A tenere insieme le età è il piacere di continuare a fare, e di condividere ciò che si è immaginato.
L’AUTRICE — TERESA PORCELLA
Cagliaritana, vive a Firenze, dove si è laureata in Filosofia del Rinascimento e ha conseguito il master in Progettazione editoriale multimediale dell’Università di Firenze e della Rai Toscana. Ha studiato canto, violino, danza e teatro. Da oltre venticinque anni lavora nell’editoria come autrice, editor, formatrice e performer, intrecciando scrittura, musica e attività scenica anche nei laboratori e negli spettacoli rivolti a bambini e adulti. Insegna Progettazione editoriale presso TheSign Comics & Arts Academy e ha insegnato Letteratura per l’infanzia all’Università di Cagliari. Dal 2026 è direttrice editoriale di Telos edizioni; dal 2005 presiede SciogliLibro, associazione dedicata alla promozione e all’educazione alla lettura.
L’ILLUSTRATRICE — GIORGIA ATZENI
Cagliaritana, è storica dell’arte, specializzata in Storia del disegno, dell’incisione e della grafica, con un dottorato in Letteratura comparata. Da oltre venticinque anni affianca l’illustrazione per l’editoria dei ragazzi all’insegnamento delle materie letterarie nelle scuole superiori. Conduce laboratori creativi e percorsi didattici e studia da più di vent’anni il libro illustrato antico e contemporaneo. È anche cantante e percussionista. Nella sua ricerca visiva il taglio è un gesto che costruisce: attraverso la sagoma, la sottrazione e la forma essenziale, mette in relazione materia e narrazione, con particolare attenzione ai processi artigianali. Una sensibilità che trova nel lavoro di Edina Altara un terreno di confronto.
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