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Cagliari

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Rapine, droga, tangenti e minacce: nella banda anche minorenni. E spunta un assessore stalker – VIDEO

di Redazione web
Rapine, droga, tangenti e minacce: nella banda anche minorenni. E spunta un assessore stalker – VIDEO

Operazione “Cavallo pazzo” della polizia coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia

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Cagliari La polizia ha eseguito questa mattina, 16 febbraio,  un’operazione di polizia giudiziaria che ha portato a 14 misure cautelari personali per rapina a mano armata, traffico di sostanze stupefacenti, atti persecutori e gravi reati contro la pubblica amministrazione. L’Autorità giudiziaria ha disposto 8 custodie cautelari in carcere, 5 arresti domiciliari con braccialetto elettronico e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un ulteriore indagato.

I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha condiviso le risultanze investigative sviluppate dalla squadra mobile.

La rapina da 60mila euro

L’indagine è partita da una rapina a mano armata avvenuta nell’agosto 2023 ad Assemini, ai danni di un pregiudicato. In quell’occasione un gruppo composto da quattro maggiorenni e un minorenne si era impossessato di 60mila euro in contanti e di un ingente quantitativo di droga. Un episodio caratterizzato da modalità ritenute particolarmente violente e organizzate, che ha dato avvio a un’attività investigativa più ampia. Le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno fatto emergere l’esistenza di un sodalizio strutturato, attivo nell’approvvigionamento e nello spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio cagliaritano.

Rete strutturata

L’organizzazione, secondo quanto ricostruito, aveva ruoli ben definiti e una rete stabile di soggetti pregiudicati e incensurati, anche minorenni. A capo del gruppo sarebbero stati individuati due promotori, impegnati nella gestione diretta dei traffici, sia per lo spaccio al dettaglio sia per la cessione di quantitativi più consistenti destinati ad altri pusher dell’area metropolitana.

Le piazze

Il sodalizio riforniva in modo continuativo le piazze di spaccio di Cagliari, Selargius, Quartu Sant’Elena e Assemini, trattando marijuana, hashish e cocaina. Secondo gli investigatori, i promotori coordinavano approvvigionamento, distribuzione e riscossione dei proventi, garantendo la costante operatività del gruppo e la rapida immissione della droga sul mercato, anche con il coinvolgimento di giovanissimi.

Selargius epicentro dello spaccio al minuto

Il centro di Selargius sarebbe stato individuato come epicentro stabile dello spaccio al minuto. I ripetuti sequestri di ingenti somme di denaro e la documentazione video delle cessioni avrebbero attestato guadagni elevati.

Un assessore stalker

Un capitolo distinto riguarda un amministratore pubblico locale, ritenuto estraneo al traffico di droga ma accusato di condotte persecutorie e intimidatorie nei confronti dell’ex compagna. Tra gli episodi contestati figura l’incendio dell’auto della donna, già vittima in precedenza della distruzione dolosa di altri due veicoli. Gli investigatori hanno documentato, inoltre, una escalation di minacce, sopraffazioni e diffamazioni. L’indagato avrebbe anche fornito indicazioni per mettere a segno un furto o una rapina in abitazione ai danni della stessa vittima, evento che sarebbe stato scongiurato grazie all’intervento della squadra mobile. Le indagini hanno poi fatto emergere un quadro di presunti reati contro la Pubblica Amministrazione. Secondo l’accusa, l’amministratore avrebbe utilizzato il proprio ruolo istituzionale per esercitare pressioni indebite, condizionare soggetti privati e orientare decisioni amministrative in violazione dei principi di legalità e imparzialità. In particolare, avrebbe sottoposto funzionari e dirigenti di una società operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti a intimidazioni per imporre assunzioni e condotte non dovute, minacciando ripercussioni economiche. Fatti che non si sarebbero concretizzati per l’opposizione della società. Sono stati inoltre documentati episodi di utilizzo illecito di risorse e servizi pubblici per fini personali. Tra le ipotesi contestate figurano anche condotte corruttive.

La mazzetta da 1000 euro

Nell’ottobre 2024 la squadra mobile ha documentato la consegna di mille euro in contanti da parte di un imprenditore a un amministratore pubblico, somma ritenuta il presunto compenso per evitare la segnalazione di violazioni ambientali legate a un esercizio commerciale. Alla luce della gravità dei fatti e del pericolo di reiterazione dei reati, l’Autorità giudiziaria ha disposto le misure cautelari eseguite con il supporto della squadra mobile, delle volanti, dei commissariati di Quartu Sant’Elena, Carbonia e Iglesias, del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna, del Reparto Volo e delle unità cinofile.

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