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«Fondazione studi universitari, Unica e Uniss fuori dal Cda»

di Simonetta Selloni

	La sede dell'Università a Nuoro
La sede dell'Università a Nuoro

Proposta di legge del consigliere regionale nuorese Sebastian Cocco

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Nuoro Una proposta di legge che porta le Università di Cagliari e Sassari fuori dal Consiglio di amministrazione della Fondazione per la promozione degli studi universitari e della ricerca scientifica nella Sardegna centrale, che a partire dal 1° gennaio 2026 sostituirà il Consorzio universitario UniNuoro. La presenterà lunedì Sebastian Cocco, consigliere regionale di Nuoro eletto nella lista “Uniti per Alessandra Todde”, che nelle due consiliature con Andrea Soddu sindaco ha ricoperto prima la carica di assessore alla Cultura del capoluogo e poi quella di presidente del consiglio comunale. Il titolo della proposta di legge è “Rafforzamento amministrativo e finanziario dei consorzi che sostengono e promuovono studi universitari nei poli di Nuoro, Oristano e Olbia”. Il rafforzamento viaggia su due piani, quello finanziario e quello organizzativo. Dal punto di vista organizzativo, Cocco prevede che le Università, Uniss e Unica, escano dal Cda ma diventino componenti di diritto del Comitato scientifico della Fondazione, come si conviene all’Accademia. Al loro posto, verrebbe favorito l’ingresso di un componente in più per Comune e Provincia: due e due, uno espressione della maggioranza e uno dell’opposizione. L’obiettivo di questa proposta è dare più peso agli enti locali, ossia Comune e Provincia, che favorirono la nascita del polo universitario nel centro della Sardegna, 35 anni fa. Nella Fondazione, è previsto un Cda a cinque: un componente in rappresentanza della Regione - che esprimerà il presidente -, uno ciascuno per le università, il sindaco di Nuoro e il presidente della Provincia (o un suo delegato). Al loro posto dei rappresentanti delle due università, verrebbe favorito l’ingresso di un componente in più per Comune e Provincia: due e due, uno espressione della maggioranza e uno dell’opposizione. Il senso di questa scelta è chiarito dallo stesso Cocco, e ricalca la posizione già assunta dal consigliere regionale anche durante il mandato comunale. «Si vuole rafforzare il radicamento territoriale dei Consorzi, senza venir meno all’importantissimo rapporto con le Università che potranno svolgere il loro ruolo nell’ambito del Comitato scientifico», sottolinea Cocco. In questo modo, il ruolo di Comune e Provincia sarebbe valorizzato anche nella scelta, adeguata alla vocazione culturale del centro Sardegna. «Se, quando 35 anni fa è nata l’Università a Nuoro, la vocazione era rivolta alle aree ambientale e forestale, a queste, con l’individuazione del sito di Sos Enattos per la realizzazione dell’Einstein Telescope, si è aggiunto il campo scientifico. E perchè quindi non si può ritenere che Nuoro possa essere destinataria dei fondi e del sostegno per l’innovazione tecnologica? Quello che dico è che le autonomie locali devono avere un peso diverso nella capacità di autoderminare anche su cosa investire, e anche con chi stringere accordi per eventuali altri corsi», spiega Cocco, che auspica un «allargamento del dibattito su questi aspetti». L’altro aspetto centrale della proposta di legge è legato alla stabilità finanziaria: e cioè che a partire dal primo gennaio 2026 venga istituito un fondo strutturale all’interno del bilancio regionale, con una dotazione finanziaria definita e ripartita in modo puntuale tra i consorzi interessati. Finora i fondi arrivavano con grandi ritardi, basati sia sullo storico che sugli altri criteri che sono già previsti per il fondo ordinario(numero di studenti, corsi, attrattività, lauree). Il fondo toglierebbe le università decentrate dalle incertezze, consentendo una programmazione di respiro ben più lungo e definito. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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