La Nuova Sardegna

Nuoro

Servizi sociali

Il riscaldamento non funziona, anziani al gelo nella casa di riposo

di Valeria Gianoglio
Il riscaldamento non funziona, anziani al gelo nella casa di riposo

Dopo le segnalazioni il Comune riattiva l’impianto. I familiari dei nonnini: «Non serve: se non si cambia, salta di nuovo»

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Nuoro La caldaia che funziona a singhiozzo, e spesso va in tilt nonostante l’intervento dei tecnici, le stanze gelide, le stufette di fortuna che non riescono a scaldare granché, l’acqua calda per lavarsi che sembra diventata un ricordo, le nuove infiltrazioni che hanno costretto la struttura a chiudere alcune stanze e a dirottare i posti letto in altre camere già occupate. Dopo settimane di attesa speranzosa per l’avvio dei lavori promessi per gennaio, e dopo aver visto che nulla su quel fronte si era ancora mosso, alla casa di riposo di viale Trieste negli ultimi giorni la situazione è precipitata. E per i 23 anziani ospiti è diventata ancora più difficile e complessa. Tanto più in questi convulso inizio gennaio, tra ciclone Harry, temperature che si aggirano sui 6 gradi, vento tagliente e umido a pacchi che diversi spazi dello stabile mostrano, impietosi, sotto forma di infiltrazioni sempre più estese. I familiari dei nonnini che da tempo vivono nella casa di riposo, insomma, non ne possono davvero di più. E con loro anche chi gestisce la struttura.

«L’unica cosa che è cambiata – dicono i parenti degli anziani ospiti – sono le rette aumentate, come avevamo segnalato qualche tempo fa lamentandoci della cosa. Ma purtroppo, per il resto, non è cambiato nulla, anzi, è peggiorato: il riscaldamento è sostanzialmente spento da un paio di settimane, perché la caldaia ormai funziona a singhiozzo e non regge più anche quando viene riattivata. Va cambiata e basta. Le poche pompe di calore presenti in alcuni spazi dell’immobile, poi, non sono certo sufficienti a scaldare la struttura. E  c’è anche il problema dell’acqua calda sanitaria, necessaria per l’igiene quotidiana di chi vive nella struttura e di chi ci lavora. Pure quella, se la caldaia non funziona come dovrebbe, manca. Per non parlare degli spazi chiusi per le infiltrazioni, in attesa dei lavori che non sono ancora cominciati. Il Comune, insomma, deve intervenire subito».

E ieri mattina, dopo le ultime segnalazioni giunte dalla struttura, i tecnici mandati dal palazzo di via Dante sono intervenuti per riattivare la caldaia. «Abbiamo incaricato una ditta esterna – spiega l’assessore comunale ai Servizi sociali, Adriano Catte – il tecnico ha fatto un sopralluogo questa mattina (ieri per chi legge, ndr) e ha ripristinato la caldaia e con una manutenzione costante garantirà l’utilizzo per i prossimi due-tre mesi nel corso dei quali la ditta che ha vinto l’appalto si occuperà dei lavori di ristrutturazione che comprendono anche l’installazione di una nuova caldaia. L’intervento complessivo dovrebbe partire a febbraio, probabilmente dopo la metà del mese». L’opera nel suo complesso costerà circa 960mila euro. Prevede la ristrutturazione complessiva dello stabile, per sanare anche le diverse infiltrazioni esistenti, il cappotto termico e la sostituzione dell’ormai celebre caldaia, finita più volte al centro delle polemiche per il suo mancato funzionamento.

E i familiari degli anziani, quanto a quest’ultimo aspetto, lo dicono subito: «La situazione purtroppo non cambia: riattivare la caldaia è ciò che fanno da anni ma non serve se non nell’immediato, purtroppo, perché ormai l’impianto non regge più ed è da sostituire del tutto, e lo dicono gli stessi tecnici che in più occasioni sono intervenuti. Compresi gli ultimi intervenuti: dicono che vada dismessa perché vecchia e malfunzionante, e che loro già un annetto fa avevano segnalato la necessità di sostituirla subito».

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