In paese un blackout di sei ore, disagi e danni ad attività e famiglie: cosa è successo
L’assessore al Commercio: «È necessario ampliare la capacità delle rete locale»
Posada Sei ore senza energia elettrica con ristoranti, pizzerie, gelaterie e altre attività commerciali che hanno dovuto chiudere l’attività scusandosi con i clienti e perdendo l’incasso della serata. Oltre ai disagi anche danni materiali perché alla gelateria La Fragola, quando la corrente è tornata poco prima delle 23, si è bruciato un motore del banco gelati. Non è la prima volta che nella frequentata borgata turistica la corrente elettrica si abbassa e la tensione diminuisce provocando lo spegnimento di elettrodomestici e ostacolando attività e servizi essenziali. Quello che è successo nella serata di giovedì non ha però precedenti.
«La corrente è andata via alla 16,45 ed è tornata alle 22,50 – dice il consigliere comunale Saturnino Nieddu delegato alla borgata titolare anche di un’attività commerciale – . Avevamo appena finito di preparare i gelati quando c’è stato il blackout. Inutile dire che abbiamo perso tutta la produzione, scontentato i clienti e ci ritroviamo con un motore bruciato. Oltre a noi – prosegue Nieddu – sono rimaste senza corrente anche le altre attività commerciali della zona. Oggi con l’avvocato prepareremo una richiesta danni al gestore elettrico ma chiediamo che si provveda urgentemente al potenziamento della cabina di San Giovanni posto che i disagi si susseguono».
Oltre all’impossibilità di utilizzare la cucina per il ristorante, ha dovuto chiudere all’imbrunire anche La Tartaruga. «Il forno per le pizze è a legna – dice il titolare Giovanni Cirottu – ma senza luce e con birra e bibite calde, alle 21 abbiamo mandato via i clienti scusandoci con chi aveva prenotato per la serata. Dobbiamo anche verificare il conservamento del pesce nei frigo perché i danni potrebbero levitare».
Disagi anche al bar tabacchi Il Nuraghe dove era programmata una serata musicale all’aperto. «Abbiamo sopperito in parte con un generatore elettrico alternandolo ai vari frigo – dice la titolare –. Ma abbiamo lavorato a mezzo regime e anticipato la chiusura». Difficoltà anche a ricevere notizie dal gestore elettrico sulla durata del black-out dice una residente. Un disco registrato non ci dava informazioni dettagliate e ci siamo dovuti spostare in pineta per trovare refrigerio visto che non potevamo accendere i condizionatori.
«Non si può andare avanti così» dice invece un turista che viene ogni anno in vacanza a San Giovanni. «Una comunità non può esse penalizzata in questa maniera – conclude il consigliere Nieddu –. Bisogna intervenire urgentemente per evitare ulteriori disagi e danni economici. Vogliamo infrastrutture moderne, sostituzione di cabine malfunzionanti, e l’ampliamento della capacità della rete locale».
Proprio di recente in Sardegna, l'associazione consumatori ha denunciato una situazione ormai non più tollerabile sollecitando l'apertura di un tavolo istituzionale per affrontare la questione dei continui blackout. «La rete non è più adeguata e il ripetersi dei disservizi mette in evidenza i limiti delle infrastrutture elettriche regionali, che non sarebbero più in grado di sostenere i nuovi fabbisogni energetici. In Sardegna, dove si registrano temperature sempre più elevate e un crescente utilizzo dei sistemi di climatizzazione – dice il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu – è indispensabile che la rete elettrica venga adeguata con investimenti e interventi di potenziamento».
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