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Oristano

Le indagini

Caduta dal palco di Tharros, ci sono nove indagati: ecco chi sono

di Caterina Cossu
Caduta dal palco di Tharros, ci sono nove indagati: ecco chi sono

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta una sorta di atto dovuto e molte posizioni paiono destinate ad archiviazione

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Cabras Nove indagati, due diverse ipotesi di reato legate a questioni di sicurezza nei luoghi pubblici e un accertamento tecnico irripetibile già eseguito e destinato a fare luce sulle cause dell’incidente avvenuto il 29 giugno nell’area archeologica di Tharros, durante le prove dello spettacolo inaugurale dell’Estate di Mont’e Prama, quando una giovane corista precipitò dal palco riportando gravi lesioni. Con un avviso firmato dalla sostituta procuratrice Silvia Mascia è stata disposta una verifica tecnica affidata all’ingegnere Mario Sacco. Il consulente dovrà ricostruire la dinamica della caduta, individuarne le cause e verificare l’eventuale presenza di violazioni della norma sulla sicurezza sul lavoro. Il consulente è già stato a Tharros e ha preso le misure, fatto dei rilevamenti metrici e scattato una serie di del palco da cui la giovane sedicenne era volata giù nel momento delle prove che precedevano di qualche minuto il concerto.

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta una sorta di atto dovuto e molte posizioni paiono destinate ad archiviazione vista la marginalità se non addirittura l’estraneità a questioni riguardanti la sicurezza. Ovviamente sono elementi che l’inchiesta della procura si propone di far emergere.

Nel registro degli indagati ci sono i nomi del direttore dell’associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo che si occupa dell’organizzazione degli eventi, Marco Fresi, nonché il presidente e sindaco di Carbonia, Pietro Morittu; quelli di Giovanna Luigia e Giuseppe Peddio, riconducibili all’impresa che ha curato gli allestimenti del palco di Tharros, e di Matteo Piseddu e Alessio Lilliu della società impegnata nei servizi tecnici; il responsabile della sicurezza, l’ingegnere Gianni Porcu; per il coro G.P. da Palestrina di Cabras sono stati iscritti nel registro degli indagati infine la direttrice Fenisia Grazia Erdas e il presidente Gian Luigi Casula.

Nessuno dei nominativi coinvolti è riconducibile alla Fondazione Mont’e Prama. Il presidente Anthony Muroni, nell’esprimere subito vicinanza alla ragazza ferita e la sua famiglia, aveva già annunciato la possibile valutazione di «doverose iniziative a tutela propria e della vittima».

Le contestazioni sono differenziate. Nei confronti dei rappresentanti del coro la procura procede in relazione al delitto previsto dall’articolo 590, terzo comma, del codice penale, cioè lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. A entrambi è contestata anche la contravvenzione prevista dall’articolo 26 della legge 977 del 1967, norma posta a tutela del lavoro dei minori.

Per Marco Fresi, Giovanna Luigia Peddio, Giuseppe Peddio, Pietro Morittu, Gianni Porcu, Alessio Lilliu e Matteo Piseddu l’ipotesi di reato è quella prevista dall’articolo 157 del decreto legislativo 81 del 2008, richiamato dalla procura nell’ambito della norma sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’esito dell’accertamento tecnico rappresenterà uno snodo decisivo dell’indagine, perché dovrà chiarire se la caduta sia stata determinata da eventuali carenze strutturali, organizzative o dal mancato rispetto delle norme di sicurezza e quale sia stato l’eventuale contributo delle singole condotte contestate. Le conclusioni del consulente tecnico rappresenteranno uno degli elementi centrali dell’inchiesta. La Procura valuterà se chiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale.

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