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Addio a Giorgio Bracardi, il comico di “Alto Gradimento”: creò Scarpantibus e Max Vinella

Addio a Giorgio Bracardi, il comico di “Alto Gradimento”: creò Scarpantibus e Max Vinella

Dalla radio con Renzo Arbore alla televisione, aveva conquistato il pubblico con personaggi surreali

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Roma È morto all'età di 93 anni Giorgio Bracardi, musicista, cantante e attore comico tra i protagonisti della stagione d'oro della radio e della televisione italiana, noto soprattutto per i personaggi surreali creati nella storica trasmissione radiofonica "Alto Gradimento". Nel corso della sua carriera aveva collaborato a lungo con Renzo Arbore, partecipando a programmi cult come "Quelli della notte". Ad annunciare la scomparsa è stata la famiglia. Era ricoverato in una casa di cura a Fiano Romano dopo essersi fratturato un femore nella primavera scorsa.

Bracardi aveva conquistato il pubblico con una comicità irriverente e caratterizzata da personaggi eccentrici e voci inconfondibili. Tra le sue creazioni più note figurano Scarpantibus, il celebre "uccellaccio del Nicaragua", e Max Vinella, il petulante giornalista lanciato nella trasmissione radiofonica "Alto Gradimento" (1970-76), ideata da Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. Proprio il programma, divenuto un punto di riferimento per l'intrattenimento radiofonico italiano, contribuì a consacrare lo stile di Bracardi, fondato su improvvisazioni, parodie e caratterizzazioni grottesche.

Nel corso della carriera costruì un ampio repertorio di personaggi, spesso dominati da nevrosi, ossessioni e tic linguistici. Accanto a Scarpantibus e Max Vinella, diede vita all'esaltato gerarca fascista Ermanno Catenacci («e giù manganellàte»), il depresso ed emicranico responsabile Rai dottor Marsala («Salute, come va? Io... dei dolori, dei dolori... un cerchio alla testa...»), l'improbabile farmacista dottor Onorato Spadone («L'uomo è una bestia! - E la donna? - Due volte bestia!», «Lei, ha il mal di testa? Allora le do una purga!»), il maestro Benito Cerbottana, inguaribile nostalgico de "La dolce vita", e per questo detto l'uomo di Via Veneto e il bilioso arabo Malìk Malùk. Un universo di figure caricaturali che gli permise di alternare la satira del costume alla parodia dei linguaggi istituzionali e televisivi.

Nato a Roma il 3 maggio 1933, figlio di Edvige, soprano, e Glauco, tenore, Bracardi era cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica. Fratello del musicista e attore Franco Bracardi, aveva studiato pianoforte, avviando il proprio percorso artistico nel mondo musicale. Negli anni Sessanta aveva lavorato come compositore per la Rca e partecipato più volte al Festival di Sanremo in qualità di autore. La sua formazione musicale rimase una componente essenziale della sua comicità, nella quale il ritmo, l'intonazione e l'uso della voce diventavano strumenti espressivi.

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