Olbia La rinascita corre sulla quattro corsie. A un anno esatto dall’apertura dell’ultimo tratto della Sassari-Olbia, ecco l’inversione di marcia che mette finalmente il buonumore: i paesi più lontani dalla città non si spopolano più. A Oschiri e Berchidda, per la prima volta dopo decenni di caduta libera, il numero dei residenti è tornato finalmente a crescere. I sindaci Roberto Carta e Andrea Nieddu sorridono davanti ai nuovi dati e benedicono la realizzazione della nuova strada, anche se terminata dopo una lunga attesa e infinite battaglie. Ma non solo. Consapevoli che lo sviluppo non passa soltanto per la quattro corsie, i due primi cittadini stanno cercando di creare tutte le condizioni affinché i loro paesi risultino sempre più vivibili e attrattivi. Posizionati tra i 35 e i 45 chilometri di distanza da Olbia, i Comuni di Berchidda e Oschiri vanno dunque incontro a una nuova stagione. Dalla loro parte, adesso, i tempi di percorrenza decisamente più brevi, gli effetti dell’ emergenza abitativa di Olbia, servizi più accessibili e anche la riscoperta delle zone interne. Lo stesso fenomeno interessa da tempo i piccoli centri più vicini a Olbia, come Loiri, Monti e Telti, ma il fatto che la stessa cosa stia accadendo nei paesi più lontani la dice lunga su quanto sia fondamentale poter contare su strade moderne, veloci e soprattutto più sicure.
Qui Berchidda
Un primo esempio: il 2022 si era concluso con un meno 40 residenti, mentre il 2025 con un più 27. Oggi Berchidda conta 2.614 abitanti e le nuove nascite sono 16. Nel 1991, invece, i residenti erano ben 3.353, ma pian piano, adesso, si torna a crescere. Grazie alla nuova strada, ora Olbia dista una ventina di minuti di auto, mentre una volta si andava, tra un pericolo e l’altro, almeno oltre i 35 minuti. «La quattro corsie ha rivoluzionato la mobilità – commenta il sindaco Andrea Nieddu –. La nuova strada rappresenta almeno la metà del nostro sviluppo. Il resto, invece, dipende dalla capacità dei Comuni di essere attrattivi. Noi, da una decina di anni, stiamo investendo su un nuovo modello di residenzialità, sulla cultura e sugli eventi. Ospitiamo iniziative che richiamano decine di migliaia di persone». Interessante il dato dei nuovi residenti: sono 77, da cui bisogna poi sottrarre decessi e cancellazioni. «A Berchidda stanno arrivando persone che lavorano a Olbia e che lì hanno difficoltà a trovare casa – prosegue il sindaco –. Ma non solo. Adesso, infatti, anche l’abitante del luogo decide di restare in paese molto più rispetto al passato. Io sono del 1980 e il grosso della mia generazione è andato via, soprattutto verso Olbia. Ora, con i tempi di percorrenza molto più brevi e con una strada più sicura, si può finalmente invertire la tendenza. Inoltre, in un’ottica di uno sviluppo territoriale armonico, la quattro corsie porterà benefici anche a Olbia, che, con la distribuzione degli abitanti un po’ in tutto il nord est, non dovrà più rincorrere i problemi legati all’emergenza abitativa». La strategia del Comune, in ogni caso, non è quella del paese dormitorio. «Il valore immobiliare è in crescita e il paese risulta sempre più attrattivo – sottolinea Nieddu –. È anche il frutto di una politica che punta a favorire l’accesso ai servizi principali. Cosa cerca una famiglia? Servizi per l’infanzia, istruzione, sanità e spazi e iniziative per il tempo libero e lo sport. Noi ci stiamo concentrando proprio su questi aspetti e il dato sulle nascite, per noi fondamentale, ci dice che siamo sulla giusta strada». Bene anche l’acquisto di case e terreni da parte di cittadini europei ed extraeuropei, che scelgono Berchidda sia per motivi di lavoro che di turismo stanziale. Il territorio, infatti, lo permette. «Il mare è a pochi minuti ma ci troviamo comunque alle pendici del Limbara – ricorda il sindaco –. E l’apertura della nuova strada non può fare altro che sostenere questo fenomeno. Ricordo, però, che siamo ancora in attesa del completamento delle opere accessorie, anche quelle fondamentali».
Qui Oschiri
È il Comune più lontano e confina con la Città metropolitana di Sassari. Oschiri, che in 30 anni ha perso il 22 per cento dei suoi residenti, adesso torna a respirare. Fino al 2024 il paese perdeva una cinquantina di abitanti all’anno, mentre negli ultimi quattro mesi è stato registrato un più 15 residenti, che dovrebbe aumentare nel saldo finale del 2025. Al momento il Comune oschirese conta 2.907 abitanti, nel 1991 erano 3.900. «Da noi il processo di cambiamento è cominciato un po’ prima, ma la vera accelerata c’è stata nel 2025, che è stato sicuramente l’anno spartiacque – spiega il sindaco Roberto Carta –. Adesso, infatti, possiamo raggiungere Olbia in 25 minuti, mentre una volta ce ne volevano 40, con tutti i rischi della vecchia strada. Le croci, purtroppo, ce le ricordiamo tutti. È in particolare nel secondo semestre del 2025 che i residenti sono tornati ad aumentare. Ricordo che, negli anni Novanta, la mia generazione andò via da Oschiri perché a Olbia le case costavano circa il 10 per cento in più. Ora, invece, costano anche il doppio e, grazie alla nuova strada, si scopre che conviene fare il pendolare. È un discorso che cominciano a fare anche i non oschiresi. Solo nell’ultimo anno, in paese, sono stati venduti circa 30 immobili». Il 60 per cento delle persone che cercano casa a Oschiri sono sardi e italiani che lavorano a Olbia. Tra loro anche olbiesi che non trovano una sistemazione nella loro città. Il resto è composto da immigrati che decidono di portare in Sardegna le loro famiglie e anche da persone soprattutto del nord Europa che passano lunghi periodi dell’anno nell’isola. Le condizioni sono dunque favorevoli e anche per il sindaco Roberto Carta è importante non trasformare Oschiri in un paese dormitorio. «È fondamentale continuare a garantire e rafforzare i servizi – spiega il primo cittadino –. Servizi che, tra l’altro, rispetto a Olbia possono costare anche la metà. Pensiamo soprattutto a quelli rivolti ai bambini o a quelli del terzo settore. Tutto questo contribuisce a fare di Oschiri un luogo vivo e certamente non un paese dormitorio. Anche i nuovi residenti iscrivono i loro figli alle scuole di Oschiri. Nuove condizioni che, tra le altre cose, stanno anche dando un nuovo impulso all’economia. Nell’ultimo anno, per esempio, sono nate circa dieci nuove attività».