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Al Costa Smeralda

Olbia, cresce il polo aeronautico di Atitech: assunzioni e nuove certificazioni

di Giandomenico Mele
Olbia, cresce il polo aeronautico di Atitech: assunzioni e nuove certificazioni

Negli hangar dell’aeroporto le manutenzioni dei business jet

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Olbia Il progetto va avanti sulle ali dell’entusiasmo e dei programmi. Il polo delle manutenzioni dedicato al mondo dei jet privati è pronto al decollo definitivo, secondo un cronoprogramma che ruota intorno alla gigantesca officina nei due hangar dell’aeroporto Costa Smeralda-Aga Khan. L’investimento di Atitech – il colosso delle manutenzioni aeree con sede a Napoli e che nel 2024 si era aggiudicato il bando della Geasar per il rilancio degli hangar Avio 1 e Avio 2 – continua così a prendere forma con nuove certificazioni e nuovi percorsi legati alla formazione.

Station service

La prima novità è che lo scalo gallurese diventerà presto una vera e propria “station service” per i business jet della famiglia Gulfstream, tra i velivoli executive più diffusi al mondo. L’iniziativa nasce dal piano industriale con cui Atitech ha rilevato e rilanciato gli hangar storicamente utilizzati dalle attività di manutenzione di Air Italy e che ha raccolto la grande tradizione e l’eccellenza operativa di Meridiana maintenance. Qui l’azienda ha avviato un polo specializzato nel settore dell’aviazione executive, con l’obiettivo di offrire servizi di manutenzione, refitting e assistenza tecnica dedicati ai jet privati di fascia alta. «Puntiamo a far diventare l’aeroporto di Olbia la prima Station service per i Gulfstream, diventeremo un punto di riferimento per l’assistenza specializzata. Nelle prossime settimane riceveremo la loro visita, è tutto pronto per il via libera – spiega Gianni Lettieri, amministratore delegato di Atitech -. Siamo pronti, abbiamo completato i corsi di formazione sui Gulfstream 650 e 550 e siamo in attesa della certificazione da parte di Enac. Abbiamo completato gli Hawker e stiamo per iniziare i Bombardier. Operativamente contiamo di fare il primo check importante di manutenzione per business jet su un Hawker tra metà e fine aprile». «Nei giorni scorsi – aggiunge Lettieri – c’è stato un incontro con Eccelsa, insieme a Silvio Pippobello e Francesco Cossu, per realizzare importanti sinergie. Con l’arrivo della stagione estiva sono attesi un gran numero di business jet all’aeroporto di Olbia e noi puntiamo a farne la manutenzione».

I business jet

Uno dei passaggi chiave, infatti, riguarda le certificazioni tecniche che consentono allo scalo di Olbia di intervenire su alcuni dei modelli più prestigiosi della flotta executive internazionale. Tra questi figurano, appunto, i jet Gulfstream, per i quali Atitech ha ottenuto specifiche abilitazioni di manutenzione. Questo traguardo rappresenta un passo importante per posizionare Olbia nel mercato globale dei servizi aeronautici dedicati ai jet privati. Il nuovo hub nasce in un contesto particolarmente favorevole: l’aeroporto di Olbia è infatti uno degli scali europei con il più alto traffico di business jet, soprattutto durante la stagione turistica legata alla vicinanza della Costa Smeralda. Per diversi mesi all’anno lo scalo gallurese registra uno dei più intensi movimenti di aviazione privata di tutto il bacino del Mediterraneo, un fattore che rende strategica la presenza di un centro di manutenzione direttamente sul posto, vicino alle più importanti destinazioni turistiche.

Hub naturale

«Portiamo avanti il progetto con grande determinazione e perseveranza, lanciare un’attività nuova non è semplice, soprattutto per i business jet, per questo siamo stati prudenti su tutta l’organizzazione industriale, ma siamo convinti che sarà un progetto di successo – spiega ancora Gianni Lettieri –. Olbia, la Gallura e la Sardegna rappresentano un hub naturale a livello aeronautico, per le competenze acquisite nel settore, ma anche per le sinergie con la cantieristica nautica negli allestimenti e nel refitting degli yacht. Insomma, due eccellenze che possono integrarsi alla perfezione».

La crescita

C’è anche e soprattutto l’alta formazione in cima alle priorità e agli obiettivi del progetto Atitech. «Per noi la chiave del successo è anche la formazione – conferma Gianni Lettieri, amministratore delegato della società – ad oggi abbiamo già investito circa 2 milioni di euro. Sono 60 le persone già contrattualizzate. Il tetto di 330 assunzioni è previsto dal terzo anno di operatività e realizzeremo i nostri obiettivi con attenzione ai giovani. Attualmente l’età media dei dipendenti in servizio è alta per la scelta di assumere persone con grande esperienza e competenza per far decollare il progetto d’impresa, ma il futuro sarà dei giovani». Oltre al valore industriale, infatti, il progetto ha anche importanti ricadute occupazionali. Il piano prevede fino a 330 posti di lavoro diretti entro il 2026, oltre a circa 100 nell’indotto, recuperando in parte le competenze tecniche presenti sul territorio dopo la chiusura di Air Italy. Molti dei primi tecnici impiegati nel nuovo polo delle manutenzioni provengono infatti proprio da quell’esperienza industriale.

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