Olbia, più spazi e servizi potenziati: il nuovo pronto soccorso è quasi pronto – Le foto e il progetto
Gli accessi sono già 160 al giorno. L’Asl: «Un nodo strategico nella rete dell’emergenza»
Olbia Fuori il cantiere non è ancora sparito. Dentro, invece, il nuovo pronto soccorso del Giovanni Paolo II è quasi pronto. Tra reti metalliche, materiali da smaltire e operai ancora al lavoro, la struttura si prepara ad aprire le porte entro giugno. Gli interventi più complessi sono finiti, la Tac è già stata posizionata e mancano ormai soltanto gli arredi. E mentre si avvicina il momento del taglio del nastro, gli ingressi hanno già ripreso a correre. In questi giorni sono stati registrati circa 160 pazienti al giorno, destinati a volare con l'arrivo dell'estate e l'aumento delle presenze turistiche. Una pressione che ogni anno colloca il presidio gallurese tra i più impegnati dell'Isola, con punte che ad agosto raggiungono anche i 250 accessi quotidiani.
Non è un caso, dunque, che l'intervento venga considerato strategico. «Parliamo di una struttura che registra circa 45.000 accessi ogni anno e che, grazie a questo ampliamento, potrà contare su spazi più moderni, funzionali e adeguati alle esigenze di pazienti e operatori sanitari», sottolinea la direttrice del pronto soccorso, Rosy Beretta. Gli spazi a disposizione cresceranno di circa 560 metri quadrati e l’organizzazione sarà ripensata per migliorare la gestione dei pazienti e dei flussi.
La sala d'attesa, ampia e caratterizzata da grandi vetrate, sarà separata dalle aree assistenziali. All'interno troveranno posto diverse postazioni dedicate all'osservazione dei pazienti, mentre la sala rossa sarà destinata alle emergenze più gravi: l'intero assetto è stato progettato per rendere più fluido il percorso di presa in carico, dall'accoglienza fino alla diagnosi e all'eventuale trattamento.
Accanto alla shock room è stata sistemata la Tac: il pronto soccorso di Olbia sarà l'unico della Sardegna ad averla direttamente all'interno dell'area di emergenza-urgenza, una soluzione che consentirà di abbreviare i tempi della diagnosi nei casi più complessi evitando il trasferimento dei pazienti in altri reparti.
«L’installazione della Tac, la realizzazione della nuova camera calda e l’ampliamento degli ambienti sono elementi improntati all’innovazione e al potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza. L’obiettivo è garantire percorsi assistenziali sempre più efficienti, migliorare l’accoglienza dei pazienti e offrire al personale condizioni di lavoro più adeguate», aggiunge Beretta. Tra i progetti a breve termine c'è inoltre l'integrazione della guardia medica all'interno del percorso di emergenza-urgenza. L'idea è quella di indirizzare fin dall'arrivo i codici minori verso un canale dedicato, separandoli dai casi più complessi e contribuendo così a ridurre i tempi di attesa.
Ma lo sguardo è rivolto anche al territorio. «Il pronto soccorso svolge un ruolo sempre più centrale all’interno della rete dell’emergenza-urgenza del Nord Sardegna, in stretta sinergia con la continuità assistenziale, le guardie turistiche e tutti i servizi territoriali – afferma il direttore generale della Asl Gallura Antonio Irione –. Una rete integrata per indirizzare ogni cittadino verso il percorso di cura più appropriato, contribuendo a rendere più efficiente la risposta sanitaria complessiva. La nostra attenzione è rivolta sia ai residenti sia ai milioni di turisti che ogni anno scelgono la Gallura come meta delle proprie vacanze.
Nei mesi estivi il territorio registra infatti un incremento straordinario delle presenze e la sanità pubblica è chiamata a rispondere a bisogni assistenziali sempre più complessi. Per questo continuiamo a investire anche in servizi dedicati come la dialisi vacanza e le guardie mediche turistiche, che consentono a tanti pazienti provenienti da altre regioni e dall’estero di trascorrere serenamente il proprio soggiorno».
Sul fronte degli organici, si può contare attualmente su quattro medici per turno. Resta però l'incognita legata alla proroga dei contratti dei medici gettonisti. E si guarda anche al personale infermieristico: l'auspicio è che possano arrivare nuove unità per consentire la piena attivazione dei servizi previsti nella struttura, a partire dall'Obi, l’Osservazione breve intensiva.
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