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Olbia, strada favorevole per il dragaggio del porto: l’Authority modifica il progetto

di Giandomenico Mele
Olbia, strada favorevole per il dragaggio del porto: l’Authority modifica il progetto

Il presidente Domenico Bagalà dopo lo stop alle vasche di colmata: «Lavoriamo in accordo con i ministeri»

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Olbia I dragaggi dei fondali del porto Isola Bianca e del Molo Cocciani hanno trovato la corrente favorevole. L’ Autorità di sistema portuale ha scelto una via condivisa con il ministero della Cultura, che con la Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio aveva espresso parere negativo sulla compatibilità ambientale delle vasche di colmata, previste negli specchi acquei del pontile “ex Palmera”. Una decisione che di fatto aveva compromesso l’esito dell’intero progetto di dragaggio del bacino portuale. Il Tar della Sardegna, poi, aveva confermato lo stop ai dragaggi e il no alle vasche nell’ambito della procedura di Via davanti al ministero dell’Ambiente. Ora si parte, dunque, con la riprogettazione delle vasche bocciate, attraverso la fase di scoping, concordata con i ministeri competenti. Nel frattempo, prosegue la procedura di Via. «Abbiamo affidato la progettazione, che sarà suddivisa in due parti: la prima legata al dragaggio della canaletta, che utilizzerà la vasca di colmata già approvata – spiega Domenico Bagalà, presidente della Port Authority –. Mentre le due vasche di colmata che non sono state approvate, verranno sottoposte di nuovo a Via e faremo di tutto per portare a termine la procedura in tempi rapidi, nel più assoluto accordo con i ministeri dell’Ambiente e della Cultura per evitare qualsiasi tipo di sorpresa. Probabilmente l’unica possibilità è quella di concordare prima per evitare di trovarsi in situazioni di disagio e difficoltà». Una copianificazione che punta sulla velocizzazione dei tempi, salvo ulteriori e non auspicabili incidenti di percorso, per realizzare un intervento decisivo per lo sviluppo del principale porto commerciale del Mediterraneo.

La causa

Il Tar aveva respinto il ricorso dell’Authority contro il Mase e il Mic per l’annullamento del decreto nella parte in cui si esprimeva il giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto sui dragaggi nel golfo, per portare i fondali dell’Isola Bianca e di Cocciani a meno 10 metri e i fondali della canaletta a meno 11, per quanto attiene alle parti riferite alle vasche nord negli specchi acquei prospicienti al pontile ex Palmera. Lo scorso giugno il Mase, nonostante il via libera da parte della Regione e della Commissione Via e Vas, aveva espresso giudizio negativo, di concerto con il ministero della Cultura, motivando il diniego con la considerazione che la linea di costa interessata «costituisce uno dei rari tratti di morfologia costiera naturale risparmiato dai banchinamenti, che hanno nel tempo artificializzato il tratto di costa a nord dell’abitato».

Le opere

«Le vasche di colmata sono fondamentali perché devono contenere il materiale che verrà prelevato dal Molo Cocciani – sottolinea Bagalà –, che è una banchina essenziale perché d’estate il sistema va in crisi e quella banchina viene utilizzata oggi in maniera marginale a causa del fatto che non ha i fondali di sufficiente profondità. Avere lì il fondale adeguato darebbe un ampio respiro al porto, che, soprattutto nei mesi estivi, va in sofferenza». L’Isola Bianca, senza le operazioni di dragaggio, rischia nel giro di pochissimi anni di non poter più far attraccare le navi da crociera di ultima generazione, ma neanche i nuovi traghetti, che hanno lunghezze e pescaggio anche superiori a navi da crociera.

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