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Carne, pesce, frutta e olio alle stelle: in Sardegna la spesa diventa un salasso, rincari fino al 7% sull’isola – Il report

Carne, pesce, frutta e olio alle stelle: in Sardegna la spesa diventa un salasso, rincari fino al 7% sull’isola – Il report

Il quadro generale non risparmia nessuna categoria della spesa alimentare

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In Sardegna l’inflazione continua a colpire soprattutto la spesa quotidiana, con effetti più marcati rispetto ad altre aree del Mezzogiorno. A pesare sono in particolare i beni alimentari e di largo consumo, soprattutto prodotti freschi e trasformati, che registrano aumenti superiori alla media nazionale.

Secondo l’analisi dei dati Istat elaborata dall’Unione nazionale consumatori, la dinamica dei prezzi sull’isola evidenzia un quadro disomogeneo ma tendenzialmente in crescita. Olbia si colloca al primo posto tra le città sarde per impatto del caro vita: è 55esima in Italia con un’inflazione annua del 3,1% e un aggravio stimato di 617 euro per famiglia. Un dato che, per il comparto alimentare, la porta addirittura al settimo posto nazionale tra le città più care per cibi e bevande, dietro solo a centri come Bolzano, Genova e Napoli.

Carburanti e trasporti

Non solo alimentari. Anche i carburanti contribuiscono a spingere l’indice dei prezzi. Ad aprile, Cagliari segnava un aumento del 6% sui mezzi di trasporto personali, Sassari del 7,3%, Olbia del 6,7%. Numeri che confermano come il costo della mobilità incida in modo rilevante sul bilancio delle famiglie sarde, soprattutto in un territorio dove la dipendenza dall’auto è strutturale.

Generi alimentari

Il vero punto critico resta però il carrello della spesa. Come sottolinea Michele Carrus, le dinamiche inflattive sull’isola si riflettono soprattutto sui generi alimentari: «Sui prodotti lavorati, e ancora di più su quelli freschi, la Sardegna supera le regioni del Sud». Mentre al Nord l’inflazione si concentra maggiormente sui servizi, in Sardegna e nel Mezzogiorno l’impatto è più diretto sui beni essenziali.

Nel dettaglio, a trainare i rincari sono soprattutto pane, pasta, latticini e ortofrutta, insieme alle categorie più esposte alla volatilità dei prezzi energetici e logistici.

Olio, frutta, carne e pesce

Il quadro generale non risparmia nessuna categoria della spesa alimentare. L’olio d’oliva, secondo le rilevazioni periodiche Istat e degli osservatori sui prezzi al consumo, continua a mantenere livelli elevati rispetto agli anni precedenti, con oscillazioni legate alla produzione e ai mercati internazionali.

Anche la frutta registra aumenti diffusi, soprattutto nei prodotti stagionali più sensibili ai costi di trasporto e alla variabilità climatica. Nel comparto carne, i prezzi restano sostenuti, in particolare per bovino e suino, influenzati dai costi dei mangimi e dell’energia lungo tutta la filiera.

Il pesce, voce storicamente centrale nella dieta sarda, non è immune: i costi del carburante per la pesca e la riduzione delle catture in alcune aree del Mediterraneo contribuiscono a mantenere elevati i prezzi al dettaglio, soprattutto per il pescato locale.

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