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Il post voto

Tempio, la prima volta del vicesindaco Marco Petitta: «Inesperienza? Idee nuove, direi»

di Giuseppe Pulina
Tempio, la prima volta del vicesindaco Marco Petitta: «Inesperienza? Idee nuove, direi»

Avvocato 56enne, è stato il più votato della lista guidata da Gianna Masu

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Tempio Sono tanti i nomi nuovi del consiglio comunale. Su 17 ben 13 le novità assolute, compresi sindaca, vice, assessori e presidente dell’assemblea. Della sindaca Gianna Masu, della sua formazione e personalità si è già scoperto molto. Meno, invece, si sa di chi dovrà esserne il collaboratore più stretto: Marco Petitta. Avvocato, 56enne, tempiese, celibe, è stato il più votato della lista. Non ha nessuna esperienza politica alle spalle né precedenti nell’associazionismo. «Ho le mie idee – dice – ma credo di avere un’apertura mentale sufficiente da consentirmi di imparare molto da ciò che in prima battuta appare diverso da me».

Che cosa sia l’agonismo nella vita deve averlo appreso nelle aule dei tribunali e, forse, da ragazzo anche nei campi di basket, di cui dice di essere stato un medio giocatore. L’emozione dell’insediamento sembra non averlo coinvolto più di tanto. «Sono state contenute. Penso di aver aperto questo nuovo capitolo della mia vita al momento giusto e con la necessaria consapevolezza. Durante il Consiglio mi sono concentrato per esser sicuro di godere di ogni attimo di ciò che accadeva intorno a me, di ciò che vedevo, della gioia della popolazione davanti a me. Certo, le deleghe assegnatemi mi danno da pensare in positivo: intuisco che averle ricevute abbia comportato un senso di fiducia per chi ha deciso di conferirmele».

Petitta sa che le dinamiche consiliari non saranno facili, così come non lo sarà amministrare la città. Nel programma presentato agli elettori si propongono cambiamenti e novità. Servirà, perciò, una squadra di amministratori dotati di inventiva e creatività. «Non so dire quali siano i miei talenti predominanti. Penso che la professione mi abbia portato negli anni a sviluppare una capacità sempre più concreta per pensare velocemente, decidere in maniera altrettanto rapida e organizzare ciò che ruota intorno alle mie decisioni. Inventiva e creatività penso di averli ereditati dai miei genitori».

Come si può però far funzionare una macchina che non si conosce? L’accusa rivolta alla squadra di Gianna Masu è stata proprio quella di una flagrante inesperienza. «Seppur comprensibile, tale critica merita una lettura differente. Proprio la nostra scarna esperienza politica può portare a concetti nuovi, metodologie differenti, soluzioni diverse. La vita mi ha insegnato che l’esperienza consolidata rischia, talvolta, di scivolare verso appiattimenti concettuali che necessitano, invece, di essere rinnovati. Gianna Masu non è solo una leader, è una persona preparata, con esperienza consolidata e competente. Per quel che mi riguarda, è riuscita a convincermi proprio con idee nuove». Ma la vera guida Marco Petitta l’ha trovata in casa. Figlio di due benefattori della città, Paola Scano e Italo Petitta, sa che cosa vuol dire mettersi al servizio di una comunità. «I miei genitori e mia sorella Monica mi hanno impresso la matrice che tutti conoscete. Sono cresciuto con l’idea che la felicità personale o anche solo la serenità originino dall’aiuto verso il prossimo, dalla comprensione, dal dialogo e, t alvolta, anche dal perdono. Spero la città possa dire che la mela non cade mai lontana dall’albero. Io penso che le preferenze accordatemi poggino anche su questa consapevolezza: il ragazzo di Tempio ha lasciato spazio all’uomo, al professionista e, oggi, al vicesindaco».

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