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Olbia

Il caso

Tempio, il Comune sfratta la Protezione civile: i volontari via dalla sede di Rinaggiu

di Giuseppe Pulina

	La sede della Protezione civile a Rinaggiu
La sede della Protezione civile a Rinaggiu

Alla base della decisione l’assenza di una formale convenzione

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Tempio La questione è grossa. Tra poco più di due mesi, terminata l’estate, la Protezione civile dovrà prendere armi e bagagli e trovare una nuova sede. Quella di Rinaggiu in cui attualmente si trova dovrà essere liberata entro il 30 settembre. L’ordine, che tanto somiglia a un’istanza di sfratto, arriva dall’ufficio tecnico del Comune e, quindi, dall’amministrazione che ne ha richiesto l’intervento. Per i volontari della Protezione civile è stato il classico fulmine a ciel sereno. «Tanto più – dichiara Roberto Cossu, presidente della Protezione civile Alta Gallura – che ci troviamo impegnati in una campagna antincendio complicata, e pensare ora a una soluzione immediata è impensabile senza compromettere i servizi che, ricordo, vanno dall’emergenza e urgenza 118 ai trasporti sanitari non urgenti, per non parlare della pesante situazione degli incendi che ci hanno visti e vedono coinvolti nella lotta attiva a Monti Russu, Calangianus, Luras e Olbia. Tra l’altro, abbiamo ospiti dalla Penisola che ci danno supporto nella campagna Aib, progetto promosso dal Dipartimento nell’accordo Stato e Regioni».

Insomma, un brutto momento per sottrarre energie alle priorità sul campo. Ma che cosa chiede esattamente la nuova giunta alla Protezione civile? Quali motivazioni sarebbero alla base di una decisione che a molti è apparsa poco chiara e inopportuna? Tutto avrebbe avuto inizio con la richiesta al Comune di un nullaosta per un campo scuola rivolto a minori nel compendio comunale di Rinaggiu, dove opera la Protezione civile. Pare che, secondo quanto si legge nella comunicazione dell’ufficio tecnico, manchi una formale convenzione, per quanto questa sia stata prevista in diverse deliberazioni. Si tratterebbe, insomma, di questioni formali e procedure burocratiche, il cui mancato adempimento hanno portato l’amministrazione e l’ufficio tecnico competente ad autorizzare l’uso temporaneo delle strutture comunali, purché si rispettino determinate condizioni. Preoccupano, soprattutto per il campo scuola, «alcune situazioni di potenziale rischio che richiedono la massima attenzione da parte degli organizzatori. In particolare, all’interno dell’area sono presenti una piscina e ulteriori spazi e manufatti che, nelle attuali condizioni, non garantiscono adeguati livelli di sicurezza per lo svolgimento di attività rivolte a minori».

Per essere chiari: non ne viene vietato l’uso in senso assoluto, a patto che si garantiscano i necessari standard di sicurezza, restando tuttavia «inteso che l’organizzazione e la gestione delle attività, nonché la vigilanza sui partecipanti, rimangono ad esclusivo carico dell’associazione organizzatrice». Più che le condizioni da assolvere, ciò che preoccupa il direttivo e i volontari della Protezione civile è la scadenza perentoria e imminente del 30 settembre. «Decorso tale termine – si legge nella comunicazione-ingiunzione dell’ufficio tecnico comunale – non saranno concesse ulteriori proroghe. L’associazione dovrà provvedere alla formale restituzione delle strutture, che rientreranno nella piena ed esclusiva disponibilità del Comune».

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