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Olbia

Gli affari in Costa Smeralda

Porto Cervo, i Kassam vendono per 20 milioni “Luci di la muntagna”

Porto Cervo, i Kassam vendono per 20 milioni “Luci di la muntagna”

L’imprenditore Danilo Iervolino compra l’hotel progettato da Busiri Vici

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Porto Cervo Venti milioni sul piatto e l’affare è chiuso. Lo storico albergo “Luci di la muntagna”, a Porto Cervo, è stato ufficialmente venduto dalla famiglia Kassam all’imprenditore napoletano Danilo Iervolino. Il closing in questi giorni in uno studio notarile di Roma dopo una trattativa durata mesi. Da una parte del tavolo la società venditrice, la Alberghiera Sa conca srl (partecipata da due società immobiliari con sede a Cipro riconducibili alla famiglia Kassam); dall’altra lo stesso Iervolino, fondatore di UniPegaso, già editore di Bfc media/L’Espresso e presidente della Salernitana calcio. La compravendita è stata chiusa da un pool di professionisti: l’avvocato Antonio Caporale per la parte venditrice (la famiglia Kassam), mentre per l’acquirente ha lavorato l’avvocato Gabriella Covino, dello studio legale internazionale Gianni & Origoni di Roma. Tutta gallurese l’intermediazione con l’avvocato Salvatore Deiana che ha assistito nell’operazione una storica agenzia immobiliare di Porto Cervo.

Il passaggio di mano dell’hotel “Luci di la muntagna” si profila come un’operazione di rilancio della struttura che dal 2013 sino all’anno scorso era gestita dalla Temussi srl di Andrea Temussi, specialista in luxury hotel. Da tempo però la famiglia Kassam, proprietaria dell’immobile, aveva altri progetti in cantiere. La vendita, ad esempio. Lunga la storia dell’hotel, da sempre uno dei simboli dell’ospitalità in Costa Smeralda. Negli anni Sessanta è stato il primo albergo costruito a Porto Cervo su progetto dell'architetto Michele Busiri Vici, uno dei protagonisti del comitato per l'architettura della Costa Smeralda (insieme a Luigi Vietti e Jacques Couelle). Il costo originario delle opere fu di circa 205 milioni di lire.

Il progetto era nato su impulso del principe Karim Aga Khan in persona e nella primavera del 1965, la società Alberghiera Sa conca (guidata da Adjab Ali Pirbhai Kassam, detto il "Gran Vizir") aveva firmato il contratto d'appalto con l'impresa Grassetto di Padova. Con quattro stelle di gran classe, 53 stanze e servizi di lusso, il “Luci di la muntagna” ha contribuito al mito del turismo di lusso in Sardegna. Fin dalla sua apertura, infatti, l'hotel era diventato un punto di riferimento per la vita mondana, culturale e turistica della Costa Smeralda, grazie alla sua terrazza affacciata sul vecchio porto e alle frequentazioni internazionali.

Suo malgrado, ha segnato anche l’epoca oscura della cronaca nera nell’isola. Il 15 gennaio 1992, Farouk Kassam, figlio dell’allora titolare-gestore dell’hotel, fu rapito nella bella villa di famiglia, a Pantogia. Il bambino aveva 7 anni, subì una mutilazione e fu rilasciato dopo 177 giorni, l’11 luglio 1992, con il pagamento del riscatto. Una pagina drammatica della storia della Sardegna. Oggi Farouk Kassam è un imprenditore con un ruolo attivo nella governance dell’hotel di famiglia, tanto da risultare amministratore di una delle due società cipriote partecipate nella Alberghiera Sa conca srl, proprio quella che ha venduto lo storico albergo di Porto Cervo a Danilo Iervolino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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