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Guardia di finanza

Con i soldi dei fallimenti sanava i suoi debiti: ai domiciliari un’avvocata e il marito. Tre interdizioni e sequestri di beni di lusso

Con i soldi dei fallimenti sanava i suoi debiti: ai domiciliari un’avvocata  e il marito. Tre interdizioni e sequestri di beni di lusso

Nell’inchiesta della Procura coinvolti anche un legale tributarista e un notaio, oltre a una dipendente dell’Agenzia delle entrate

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Barletta Un sistema collaudato per drenare fondi destinati ai creditori e ripianare i propri debiti personali, avvalendosi della complicità di professionisti insospettabili. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Trani, che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale tranese, Domenico Zeno, nei confronti di otto persone. Al centro della vicenda giudiziaria figurano l'avvocatessa barlettana Antonella Daleno, 58 anni, e il marito Salvatore "Titti" Liso, 61 anni, originario di Andria: per entrambi sono scattati gli arresti domiciliari. Le accuse mosse a vario titolo nei confronti degli indagati comprendono peculato, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, falso ideologico in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Il meccanismo: dai conti fallimentari ai debiti personali

La professionista si sarebbe illegittimamente appropriata di circa 200mila euro prelevati direttamente dai conti correnti di sette diverse procedure fallimentari di cui era curatrice. Un tesoretto illecito utilizzato per coprire esposizioni finanziarie personali e aggirare le pretese del fisco e dei creditori. Per blindare i beni di famiglia ed evitarne il pignoramento, la coppia avrebbe architettato una serie di operazioni immobiliari fittizie. Con la complicità di un avvocato tributarista barese, Francesco Romanello Pomes, la Daleno avrebbe simulato la vendita di un'abitazione alla suocera, la quale avrebbe poi provveduto a donarla alle nipoti. Un secondo appartamento, gravato da ipoteca, è stato invece liberato grazie al presunto supporto di una dipendente dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione e a un prestito familiare. In questa fase si inserisce anche il ruolo di una notaia di Barletta, Francesca Paola Napoletano, accusata di aver messo a disposizione il proprio conto corrente professionale per accreditare la somma della transazione — eludendo i controlli ed evitando il transito sul conto della Daleno — e di aver inserito un codice fiscale errato nell'atto pubblico. Nel mirino degli investigatori sono finiti anche beni di lusso, tra cui orologi preziosi, gioielli e una motocicletta, fatti sparire per eludere i sequestri.

Misure cautelari, interdizioni e sequestri

Il provvedimento del Gip ha colpito complessivamente otto persone con un articolato quadro di misure cautelari e interdittive. Oltre ai domiciliari disposti per Antonella Daleno e il marito Salvatore Liso, il giudice ha applicato la sospensione dall'esercizio della professione per la durata di sei mesi nei confronti dell'avvocato tributarista Francesco Romanello Pomes, e per tre mesi nei confronti della notaia Francesca Paola Napoletano. La misura interdittiva della sospensione dal pubblico ufficio per sei mesi ha invece riguardato la dipendente dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione coinvolta nella vicenda, mentre per altri tre indagati, ritenuti a vario titolo concorrenti nei reati contestati, è scattato il divieto di dimora nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Contestualmente, la Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, per un valore complessivo di oltre 500mila euro, individuando il profitto illecito dei reati di peculato e frode fiscale. Dalle prime ore del mattino, i finanzieri hanno eseguito perquisizioni a tappeto tra Bari e la provincia di Barletta-Andria-Trani.

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