La Nuova Sardegna

Olbia

Verso la svolta

La Maddalena, il futuro dell’ex Arsenale dopo le bonifiche: «Puntiamo sulla nautica, basta promesse tradite»

di Dario Budroni
La Maddalena, il futuro dell’ex Arsenale dopo le bonifiche: «Puntiamo sulla nautica, basta promesse tradite»

Il sopralluogo della governatrice Alessandra Todde nell’incompiuta del G8

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La Maddalena Altro che Barack Obama e Angela Merkel. Dove i grandi della Terra avrebbero dovuto sedersi attorno allo stesso tavolo, con vista esclusiva sulle isole di Santo Stefano e Caprera, si percepisce ancora oggi il sapore amaro della beffa. Cristalli rotti, ferri arrugginiti, capannoni sgangherati e mattonelle coperte di guano: diciassette anni dopo si è ancora qua, anche se, per la prima volta dal 2009, qualcosa sembra essere finalmente cambiato. Non all’aria aperta ma sotto il pelo del mare, dove le bonifiche avviate dalla Regione sono decisamente a buon punto: l’80 per cento delle operazioni è stato completato, mentre la fine dei lavori è prevista per la primavera del 2027. Così, in quella che sarebbe dovuta essere la sede del G8 poi trasferito in fretta e furia a L’Aquila, oggi, venerdì 6 novembre, è sbarcata Alessandra Todde. La presidente della Regione ha voluto vedere con i suoi occhi l’avanzamento dei lavori. Il sopralluogo è stato anche l’occasione per delineare, insieme al sindaco Fabio Lai, quello che sarà il futuro dell’ex Arsenale: un polo destinato allo sviluppo della nautica.

Le bonifiche

Furono avviate – poi interrotte e mai ripartite a causa di scandali giudiziari e contenziosi – proprio in vista del G8 del 2009 con l’obiettivo di mettere in sicurezza lo specchio acqueo su cui si affaccia l’ex Arsenale, disseminato di idrocarburi e altri materiali altamente inquinanti depositati in decenni di attività della marina. Qui, adesso, è in corso un intervento di capping ed è stato così posato il telo che costituirà la base del sistema di contenimento, progettato per consentire anche il futuro utilizzo dell’area attraverso ancoraggi e catenarie. Un passaggio, quello delle bonifiche nell’ex Arsenale, senza il quale sarebbe impossibile immaginare qualsiasi tipo di attività futura. «Il 27 marzo del 2024, due giorni dopo il mio insediamento, ho ricevuto la visita della Procura di Tempio – ha ricordato Alessandra Todde, arrivata a La Maddalena in qualità di commissaria del Governo per la bonifica –. Mi era stato detto che la Regione si trovava all’interno di una procedura di inerzia. Abbiamo ripreso i contatti con l’azienda che era in contenzioso dal 2016 con la Regione e lo abbiamo risolto. In questo momento, i lavori, cominciati un anno fa, sono all’80 per cento. Si concluderanno la prossima primavera, a tre anni dal mio insediamento».

Il futuro

Dopo le bonifiche, bisognerà pensare al recupero totale delle strutture dell’ex Arsenale. «Questo posto merita una visione diversa rispetto al contesto spettrale di oggi – ha sottolineato Alessandra Todde –. Lo spreco di fondi pubblici deve essere trasformato in una occasione di riscatto per un’isola che, in questo compendio, può trovare nuove attività produttive. Pensiamo alla nautica. Alcune nicchie di questo settore sono interessate all’ex Arsenale. La Regione spenderà quello che serve per fare in modo che i 400 milioni sprecati qui vengano finalmente messi a frutto». La governatrice ha visitato l’area delle bonifiche e anche l’ex struttura alberghiera, acquisita al demanio regionale dopo la conclusione del contenzioso e dove sono ancora custoditi arredi e materiali di un certo pregio. «L’impressione è quella di un contesto cristallizzato nel tempo – ha detto Alessandra Todde –. Visitare l’albergo con pezzi pregiatissimi, e correttamente inventariati, mi ha dato l’impressione di un posto trasformato in una promessa tradita. Pensiamo che erano stati annunciati centinaia di posti di lavoro. Noi, invece, siamo qui per mantenere le nostre promesse. Puntiamo sulle attività produttive della nautica e della cantieristica. Olbia in questo momento è praticamente satura, non occorre inventarsi progetti strampalati: bisogna assecondare quella che è l’economia naturale dei luoghi».

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