La Nuova Sardegna

Oristano

Il processo

Violenza di gruppo su un’olimpionica azzurra: ridotta in appello la condanna per i tre imputati sardi

Violenza di gruppo su un’olimpionica azzurra: ridotta in appello la condanna per i tre imputati sardi

Gli abusi avvenuti in un locale di Roma nel 2022: da cinque anni e quattro mesi a tre anni di pena

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Oristano È condanna anche in appello, ma la difesa porta a casa un risultato importante. La pena finale è di tre anni e non più di cinque anni e quattro mesi come avvenuto in primo grado, decisione figlia di un passaggio in Corte Costituzionale avvenuto in questi mesi e dov’è stato esaminato un dettaglio fondamentale della legge sugli abusi sessuali. Il pronunciamento che ha quindi consentito di introdurre le attenuanti per la minore gravità del gesto potrebbe evitare il carcere ai tre imputati della provincia di Oristano accusati per le violenze commesse in un locale pubblico a Roma ai danni di un’atleta olimpionica Azzurra (non indichiamo il nome per tutelare la vittima, ndr)Erminio Coni, 38 anni di Terralba, Alessio Costella e Andrea Finotto, 36 e 38 anni entrambi di Arborea, sono stati comunque riconosciuti colpevoli, accogliendo quindi la tesi del procuratore generale sostenuta anche dall’avvocata di parte civile Grazia Volo, che assiste la campionessa.

La difesa affidata agli avvocati Ezio Ullasci, Valerio Martis e Giulia Masi aveva sollecitato l’assoluzione per tutti e tre gli imputati non arrivando al risultato pieno ma ottenendo comunque una notevole riduzione della pena, frutto della sentenza della Corte Costituzionale arrivata un mese fa dopo essere stata interpellata dai due avvocati della difesa in merito a quello che consideravano un errore normativo: nelle cosiddette violenze di gruppo la legge sinora non riconosceva l’attenuante della minore gravità che invece veniva riconosciuta agli abusi commessi da una singola persona in casi di palpeggiamenti simili a questo e non di violenza completa. L’introduzione delle attenuanti ha ovviamente avuto una ripercussione su questo caso.

La storia è vecchia di oltre quattro anni ed è stata molto contrastata con versioni opposte date dalle parti sin dalle prime fasi della denuncia e dell’indagine. Bisogna tornare indietro al 6 febbraio 2022, quando sia i ragazzi che l’atleta azzurra sono all’interno del locale Pimm’s Good nel quartiere di Trastevere a Roma. Secondo la ricostruzione, tutto comincia con un selfie ricordo richiesto dai ragazzi dopo che avevano riconosciuto l’atleta che stava trascorrendo la serata con alcuni amici. Successivamente, nei bagni del locale, accadde qualcosa di strano. I tre, che erano in compagnia di alcune amiche, e l’atleta si sarebbero ritrovati lì contemporaneamente e sarebbe stato allora che l’avrebbero quasi accerchiata arrivando a palpeggiarla.

Una volta fuori dal bagno l’olimpionica avrebbe raccontato tutto ai suoi amici. Questi sarebbero intervenuti in sua difesa e subito dopo sarebbe scoppiata la zuffa che si concluse con l’arrivo dei carabinieri, il cui intervento era stato richiesto dai gestori del locale. Tutto sembrò finire in quel momento, visto che, quando i militari andarono via nessuno decise di sporgere denuncia. I tre amici sardi intanto si allontanarono da lì e solo alcuni settimane più tardi scoprirono di essere stati denunciati per violenza sessuale di gruppo.

Iniziò in quel momento una lunga battaglia legale con la vittima che ha sempre confermato i fatti ribadendoli anche durante l’interrogatorio in aula, mentre la difesa ha sostenuto che l’atleta avrebbe dato versioni diverse sui concitati momenti vissuti all’interno del locale di Trastevere modificando alcuni particolari. Due dei tre condannati avevano anche scelto di sottoporsi a interrogatorio negando ogni addebito, fornendo una versione dell’accaduto totalmente diversa e ritenendo che la vicenda fosse stata un gigantesco fraintendimento. (e.carta)

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