La Nuova Sardegna

Oristano

Lo scontro

Sartiglia sempre più a rischio, la minoranza attacca: «Fallimento totale della giunta»

di Michela Cuccu
Sartiglia sempre più a rischio, la minoranza attacca: «Fallimento totale della giunta»

Dopo la circolare della prefettura, lo scontro diventa politico: «Si sapeva da un anno, il Comune è rimasto immobile»

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Oristano La Sartiglia si trova al centro di quello che i consiglieri di minoranza Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Massimiliano Daga, Maria Speranza Perra e Francesco Federico, Maria Obinu, Giuseppe Obinu e Umberto Marcoli definiscono il «fallimento politico totale della Giunta Sanna». Secondo il documento, si tratta di una «situazione che ha superato il limite della decenza amministrativa», con «Oristano umiliata dal silenzio sui caschetti». Il clima si è fatto incandescente nelle ultime ore: all’aut aut del Prefetto, che oggi giovedì 5 febbraio, ha confermato l’assenza di deroghe al Decreto Abodi, si contrappone la ferma posizione dei cavalieri, ormai pronti a scioperare. I firmatari denunciano con forza «l’inerzia e l'incapacità politica della Giunta» che, pur essendo espressione dello stesso colore politico del Governo nazionale , si sarebbe dimostrata «totalmente incapace di far valere le ragioni di Oristano».

«Nonostante il presunto "filo diretto" con Roma – il riferimento è al deputato di Fratelli d’Italia Francesco Mura, ndc – , il sindaco e gli assessori avrebbero «assistito passivamente mentre il tempo scorreva», ignorando la possibilità di ottenere correttivi per salvare «l’integrità delle maschere e dei costumi». Il punto più critico resta l’obbligo dei caschetti omologati, una norma che, secondo i consiglieri di minoranza, «snatura completamente l’estetica e il senso stesso della Sartiglia». È ritenuto inaccettabile che, con un decreto in vigore dal marzo 2025 «la programmazione sia stata pari a zero» , riducendo l’amministrazione «a elemosinare soluzioni d’urgenza» a poche settimane dalla giostra. In questo clima di «incertezza totale», scrivono ancora gli esponenti di opposizione , la vendita dei biglietti viene definita «un azzardo morale: si incassano soldi senza garantire lo spettacolo, esponendo l'Ente a una figura barbina di livello internazionale», mentre i gremi e i cavalieri, sottolinea il documento «hanno già onorato i loro impegni». La minoranza conclude chiedendo «chi pagherà il conto di questo disastro?», stigmatizzando «una sciatteria amministrativa che non ha precedenti nella storia recente della nostra città».

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