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Cabras

Tutti i Giganti di Mont’e Prama tornano a casa, la collezione riunita: ecco come sarà la nuova esposizione

di Paolo Camedda
Tutti i Giganti di Mont’e Prama tornano a casa, la collezione riunita: ecco come sarà la nuova esposizione

La straordinaria collezione di statue, modelli di nuraghe e betili è al completo

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Cabras Una data destinata a segnare un passaggio storico per la cultura sarda. Al museo Giovanni Marongiu di Cabras apre oggi, giovedì 2 aprile, la nuova Sala del paesaggio, che per la prima volta accoglie l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama: venticinque statue, quindici modelli di nuraghe e un betile, riuniti in un’unica esposizione temporanea dopo anni di dispersione tra laboratori di restauro e il Museo archeologico nazionale di Cagliari. L’anteprima riservata ai residenti, venerdì 3 e sabato 4 aprile, ha preceduto l’apertura ufficiale al pubblico di domenica 5 aprile, data che segna un punto di svolta nel lungo percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico del Sinis. La sala che ospita i Giganti è il risultato di un intervento infrastrutturale rapido e mirato, che ha permesso di raddoppiare gli spazi espositivi affacciati sullo stagno che guarda proprio verso la collina di Mont’e Prama, luogo della scoperta avvenuta nel 1974.

LE ISTITUZIONI

«Oggi Cabras riabbraccia la sua storia – commenta Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama –. Per la prima volta i Giganti sono esposti tutti insieme in un unico spazio. È una sistemazione temporanea, priva dell’apparato iconografico definitivo, che sarà invece parte integrante della Sala dei Giganti, pronta il prossimo anno». Muroni sottolinea il valore simbolico della riunificazione: «Non è solo un atto museale, ma la restituzione di un’identità collettiva a un territorio che vede nei Giganti gli ambasciatori della propria cultura nel mondo». Soddisfazione anche dalle istituzioni locali. Il sindaco Andrea Abis parla di «compimento di un percorso lungo e complesso di rivendicazione culturale e legittimazione scientifica». Anni nei quali, ammette, l’obiettivo è apparso a tratti «lontano, complicato, persino irraggiungibile. Restituiamo a Cabras, al Sinis e all’intera Sardegna un patrimonio identitario unico – prosegue il primo cittadino –. Un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare». La riunificazione è frutto della collaborazione tra ministero della Cultura, Regione Sardegna, Soprintendenza, Comune di Cabras, Musei Nazionali di Cagliari e Fondazione Mont’e Prama: una sinergia che, per la prima volta, ha permesso di riportare integralmente il complesso scultoreo nel suo territorio d’origine.

I COLOSSI CHE HANNO CAMBIATO LA STORIA

Scoperti per caso nel 1974 durante lavori agricoli, i Giganti di Mont’e Prama rappresentano la più maestosa testimonianza di statuaria antropomorfa del Mediterraneo antico. Le figure – pugilatori, arcieri e guerrieri – superano i due metri di altezza e sono divenute simbolo della civiltà nuragica nel mondo. Il lavoro di restauro, durato decenni, ha consentito di ricomporre centinaia di frammenti e restituire al pubblico statue che hanno riscritto la protostoria sarda, mostrando un livello artistico e ideologico che ha sorpreso la comunità archeologica internazionale. Il nuovo percorso espositivo della Sala del Paesaggio è stato interamente ripensato: luci naturali, ombre mutevoli, albe e tramonti che filtrano dalle vetrate definiscono una scenografia che muta nel corso della giornata e accompagna i visitatori in un’esperienza immersiva. Questa sistemazione resterà temporanea. Nel corso del prossimo anno, le statue troveranno collocazione nella Sala dei Giganti, l’ala del museo progettata specificamente per ospitarle in modo permanente, con un allestimento definitivo e contenuti multimediali avanzati.

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