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Palazzine popolari nel degrado, la protesta degli abitanti: «Ora abbiamo paura»

di Paolo Camedda
Palazzine popolari nel degrado, la protesta degli abitanti: «Ora abbiamo paura»

La rivoluzione parte da via Kennedy: «Anni senza manutenzioni, ora basta»

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Oristano Nel popoloso quartiere di Torangius cresce il malcontento tra i residenti delle palazzine popolari di via Kennedy. Trentadue famiglie distribuite in quattro edifici vivono una condizione che definiscono «al limite», tra problemi strutturali, infiltrazioni d’acqua e carenze di manutenioni che da anni attendono risposte concrete. La questione si inserisce nel più ampio piano di interventi programmato da Area, l’Agenzia regionale per l’edilizia abitativa, che recentemente ha messo sul tavolo oltre 28 milioni di euro per il recupero e la riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico in provincia.

Un investimento importante che, però, secondo gli abitanti di via Kennedy, sarebbe comunque insufficiente per una riqualificazione seria di tutti gli edifici dopo decenni di immobilismo, e non terrebbe conto di una delle situazioni più critiche del quartiere. I primi cantieri sono già partiti e riguardano complessivamente 211 alloggi. In città gli interventi interessano via Quasimodo, via Monsignor Cogoni e corso Vittorio Emanuele, mentre altri lavori sono stati avviati in altri comuni. A fronte di uno sforzo economico significativo, secondo i residenti, «si lascia scoperta via Kennedy, dove le criticità sono anche maggiori delle altre vie di Torangius e si trascinano da anni senza interventi risolutivi».

I problemi, raccontano gli inquilini, non riguardano solo il degrado estetico, ma anche aspetti strutturali e sanitari. «Le infiltrazioni vanno avanti da tempo e nessuno è mai intervenuto davvero – spiega un residente –. L’acqua penetra dalle tettoie, dove ormai si sono formati grossi buchi, e pian piano si infiltra nei muri. Il ferro interno si dilata, preme e fa saltare pezzi di muratura. Non è solo brutto da vedere, è molto pericoloso per chi ci abita». Lo stesso inquilino descrive le conseguenze anche all’interno degli appartamenti: «Abbiamo muffa dappertutto e un’umidità altissima, soprattutto in alcuni periodi dell’anno. Ci sono stanze dove l’aria è pesante e vivere così diventa complicato, in particolare per chi ha bambini o persone anziane in casa».

E non va meglio sul fronte igienico-sanitario: «A causa di problemi alle fogne, negli spazi comuni, come nelle scale, capita spesso di imbattersi nelle blatte. Succede con frequenza». Preoccupano anche le condizioni di alcuni balconi: «Ci sono parti che stanno cedendo e pezzi che si staccano – racconta una residente –. Finora a nulla sono servite le segnalazioni ad Area del capo condomino. Abbiamo paura anche solo ad affacciarci o a stendere i panni, perché non sappiamo quanto siano sicure le strutture. Viviamo con il timore che possa succedere qualcosa di grave da un momento all’altro».

In una delle palazzine il degrado ha interessato elementi strutturali. «Il muro della tromba delle scale sta cedendo – denuncia una donna che vive nello stabile –. Le infiltrazioni lo hanno indebolito e si vedono crepe sempre più evidenti. Temiamo che possa crollare all’improvviso. Il capo condomino ha segnalato tutto, ma a oggi non abbiamo ricevuto risposte. Ogni giorno che passa la preoccupazione aumenta».

La sensazione diffusa è quella di essere stati esclusi da una programmazione che invece ha interessato altre strade del quartiere, una percezione che alimenta frustrazione e senso di abbandono. Per questo i residenti di via Kennedy chiedono ad Area e alle istituzioni un cambio di passo e un intervento di riqualificazione serio dei loro palazzi: «Paghiamo una retta mensile in base al nostro reddito più la quota condominiale. Non chiediamo privilegi, ma solo di vivere in alloggi dignitosi. La situazione non è più sostenibile».

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