Si tuffano nonostante i divieti e scompaiono sott’acqua: morto un ragazzino, un altro in fin di vita - Che cosa è successo
Il primo aveva 15 anni e si era lanciato dal pontile, il secondo da un pedalò: è stato recuperato sul fondale ed è ricoverato in condizioni disperate
L’inizio della stagione balneare sui laghi lombardi si è aperto nel peggiore dei modi, con un ragazzino morto e un altro in fin di vita in condizioni disperate. Sul Lago di Como, a Mandello del Lario, un ragazzo di soli quindici anni si è tuffato da un pontile per non riemergere più. A poca distanza di tempo, uno scenario simile si è ripetuto sul Lago di Garda, nelle acque bresciane di Desenzano. Qui, come riportato da TgCom24, un sedicenne si è lanciato da un pedalò scomparendo sotto la superficie. Il suo corpo è stato poi recuperato sul fondale da un’unità della Guardia Costiera: il ragazzo versa in condizioni disperate.
I due ragazzi
Il quindicenne morto a Mondello del Lario, di origine straniera e residente nel Milanese, era arrivato a Mandello del Lario con gli amici per una gita. Si è tuffato da un pontile, nonostante la temperatura dell’acqua fosse di circa 13 gradi, e non è più riemerso.
Gli amici hanno subito lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i mezzi navali della guardia costiera e l'elicottero dei vigili del fuoco, partito da Malpensa. I sommozzatori hanno recuperato il corpo a circa dieci metri di profondità. Non vedendolo riemergere, gli amici hanno dato l'allarme e sul posto sono intervenuti i mezzi navali della guardia costiera e l'elicottero dei vigili del fuoco, con a bordo i sommozzatori, che hanno recuperato il corpo dal fondale. Il tuffo è avvenuto in una zona pericolosa con cartelli di divieto, come ha sottolineato il sindaco della cittadina lecchese Riccardo Fasoli che ha aggiunto: «Le regole ci sono, bisogna rispettarle, ne va della vita delle persone».
Sempre sabato 2 maggio, nel pomeriggio, un altro incidente si è verificato nel lago di Garda dopo un tuffo da un pedalò. Un ragazzo di 16anni, come riferito dalla Guardia costiera intervenuta con due mezzi navali, si è immerso nelle acque senza più riemergere. Il giovane sarebbe stato poi recuperato da uno degli amici sul fondale del lago, in località Desenzano del Garda, e portato a bordo dell'unità GC A58 della Guardia costiera. I sanitari del 118 hanno tentato di rianimarlo sul posto e lo hanno poi trasferito agli Spedali Civili di Brescia. Le condizioni del ragazzo, residente a Pavia e di origini tunisine, sarebbero disperate.
L’associazione lancia l’allarme
L’Anab Lombardia (Associazione nazionale assistenti bagnanti), lancia un monito chiarissimo: «Il lago non è il mare e non può essere affrontato con leggerezza». L’errore più fatale, spiegano gli esperti, è proprio la tendenza a trattare i bacini d'acqua dolce come se fossero placide alternative alle onde marine. Le differenze sono sostanziali e le insidie spietate, capaci di mettere in grave difficoltà anche i nuotatori più esperti. A pochi metri dalla riva, il fondale — spesso irregolare e invisibile — può inabissarsi in modo repentino. A questo si aggiungono un livello di galleggiabilità inferiore, dovuto all'assenza di salinità, e condizioni che possono stravolgersi in pochi minuti sotto la spinta di correnti e vento. Ma il nemico più subdolo è forse la temperatura: nei laghi l'acqua si mantiene molto più fredda rispetto a quella del mare, trasformando un tuffo improvviso nel rischio concreto di uno shock termico.
