La Nuova Sardegna

Oristano

L’iniziativa

Storia, arte e archeologia per riscoprire la città: le giornate del patrimonio

di Caterina Cossu
Storia, arte e archeologia per riscoprire la città: le giornate del patrimonio

Comune, Fondazione Oristano, Antiquarium Arborense e museo Diocesano uniscono le forze nel nome della cultura

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Oristano Due giorni per guardare al patrimonio della città non solo come traccia del passato, ma come qualcosa che vive, viene studiato e raccontato. È il filo conduttore delle Giornate europee del patrimonio 2026, in programma sabato e domenica con iniziative che intrecciano storia, archeologia, ricerca, letteratura che raccontano la città. Il tema scelto quest’anno è “Proteggere il patrimonio: rinnovare, resistere, reinventare”. A Oristano l’appuntamento si traduce nel programma “Oristano. Una città, molte storie”, organizzato dall’Antiquarium Arborense, dalla Fondazione Oristano e dal Comune, con la collaborazione dello staff dell’Antiquarium. Il Museo Diocesano Arborense propone inoltre un percorso dedicato a nuovi modi di conoscere e trasmettere le sue collezioni permanenti.

Il primo appuntamento è sabato alle 17.30, con partenza da piazza Duomo. La storica Maria Grazia Rosaria Mele, dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del CNR, accompagnerà i partecipanti alla scoperta di “Oristano medievale. Tracce che resistono”. Il percorso seguirà le testimonianze ancora leggibili nel tessuto urbano: mura, porte, assi viari, spazi civici e religiosi, mettendo in relazione la città contemporanea con quella medievale e giudicale. I posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione. Sempre sabato, il Museo Diocesano Arborense proporrà “Il patrimonio prende vita. Nuovi sguardi sul patrimonio”, con un percorso che porta dentro le collezioni attraverso il disegno, le tecnologie digitali e nuove forme di mediazione. Al centro c’è “Segni del Sacro. Glossario illustrato”, realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Mario Sironi di Sassari e gli studenti del corso di Disegno e Illustrazione. Circa cinquanta disegni saranno esposti nella Sala San Pio X accanto alle opere che li hanno ispirati. Le illustrazioni, insieme alle fotografie di arredi e paramenti, confluiranno inoltre in un nuovo tavolo touch dedicato agli oggetti e ai simboli della liturgia, per rendere questo patrimonio più vicino e accessibile.

Domenica il programma prosegue tra archeologia e attività che coinvolgeranno i più piccoli. Alle 10, al Museo Diocesano, è previsto il laboratorio “Piccoli archeologi con Ares. Osserva, ricostruisci e disegna i vasi del Museo”. A guidare i bambini sarà Ares, il piccolo ariete ispirato a un antico versatoio in ceramica a testa di ariete, proveniente da Tharros. L’archeologa Carla Del Vais, direttrice dell’Antiquarium Arborense, introdurrà i partecipanti alla lettura dei reperti, spiegando come si osserva, si studia e si ricostruisce un oggetto antico. I bambini potranno poi completare graficamente uno dei vasi della collezione e reinterpretarne forme e decorazioni. Alle 18, all’Hospitalis Sancti Antoni, sarà invece il momento della ricerca e della letteratura. In programma la cerimonia del Premio Letterario Nazionale “Il Romanzo dell’Archeologia” e quella del Premio Nazionale 2025 per le migliori tesi di laurea, specializzazione e dottorato, dedicato ad archeologia, storia, storia dell’arte e architettura di Oristano e del territorio provinciale. Le due iniziative mettono in relazione la capacità di raccontare il passato con il lavoro della ricerca scientifica e con il contributo delle nuove generazioni di studiosi. A chiudere la giornata sarà lo studioso Massimo Cultraro, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR di Catania, con la conferenza “Prima dei Fenici. Sardegna e Mediterraneo orientale alle soglie della Storia”. Al centro dell’incontro ci saranno i rapporti tra il mondo miceneo e la Sardegna, le connessioni mediterranee, gli scambi e le trasformazioni culturali del II millennio avanti Cristo e il ruolo dell’isola nelle antiche reti del Mediterraneo.

Il Museo Diocesano sarà aperto e visitabile sia sabato che domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, con ingresso libero. Il laboratorio è gratuito, ma richiede la prenotazione al 342 5887847. L’obiettivo comune delle iniziative è quindi quello di rendere il patrimonio comprensibile, accessibile e vivo, mettendo in dialogo memoria e presente, ricerca e divulgazione, strumenti tradizionali e nuove tecnologie. Un modo per trasformare le tracce della storia in un patrimonio ancora capace di parlare alla città e alle generazioni future.

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