La pronipote di Maria Lai alla guida del museo diocesano: ecco chi è
Eva Maria Borzoni nominata dall’arcivescovo Roberto Carboni. Subentra a Silvia Oppo
Oristano Dall’eredità artistica di Maria Lai alla guida del Museo diocesano arborense. Eva Maria Borzoni è stata nominata dall’arcivescovo Roberto Carboni nuova direttrice dell’istituzione culturale oristanese. Subentra a Silvia Oppo, che la dirigeva dal 2017 e ora assumerà la responsabilità dell’Ufficio tecnico diocesano. Borzoni è pronipote dell’artista di Ulassai Maria Lai e dirige a Lanusei l’Archivio e la Fondazione Maria Lai, presieduti dalla madre, Maria Sofia Pisu. Da anni si occupa della tutela e della valorizzazione dell’opera della maestra ogliastrina, tra catalogazione, ricerca e collaborazioni con musei e istituzioni italiani e stranieri. L’Archivio, nato nel 2016, studia e autentica i lavori e cura la preparazione del catalogo generale e ragionato dell’artista.
Il lavoro di Borzoni comprende inoltre l’editoria d’arte: nel 2022 ha curato con Giorgio Dettori il progetto grafico del volume “Maria Lai. Presepi e Via Crucis: silenzio e vuoto di uno stupore”, nato da un seminario della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, mentre nel 2019 ha fatto da relatrice sulla circolazione delle opere all’incontro “Conversazioni in arte e diritto”. Nello stesso anno ha collaborato alla retrospettiva “Maria Lai. Tenendo per mano il sole”, che il Maxxi di Roma ha ospitato per il centenario della nascita. Ha anche partecipato alle iniziative dedicate a Lai a Pistoia e, nel 2025, ad Arco Madrid.
Ora raccoglie a Oristano il testimone di Silvia Oppo. L’architetta aveva seguito il progetto del Diocesano arborense, dall’ideazione alla progettazione e all’allestimento, prima di assumerne la guida. Sotto la sua gestione il museo ha ampliato le attività espositive, educative e culturali e le collaborazioni con università, scuole, artisti e associazioni, entrando nel sistema museale regionale e in quello nazionale. «Insieme a tante persone abbiamo visto crescere un’istituzione che non ha voluto essere soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio vivo di relazione: una casa aperta alla comunità, capace di accogliere e creare rapporti – sottolinea Oppo –. Lascio l’incarico, ma non il legame con ciò che il museo ha rappresentato: un progetto vissuto intensamente, al quale ho dedicato idee, energie e una parte di me». L’arcivescovo le ha espresso la propria «gratitudine per il lavoro svolto a favore del Museo diocesano arborense». Per lei c’è il nuovo incarico di prestigio sempre all’interno dell’arcidiocesi: sarà responsabile dell’Ufficio tecnico diocesano.
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