La Nuova Sardegna

Emergenza

Baronia stritolata dalla siccità, vertice in Regione con Alessandra Todde

di Claudio Zoccheddu
Baronia stritolata dalla siccità, vertice in Regione con Alessandra Todde

I sindaci a Cagliari per discutere le strategie contro l’emergenza. Addis, Budoni: «Pozzi o dissalatori per produrre l’acqua potabile che manca»

26 maggio 2024
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Sassari Le piogge degli ultimi giorni non hanno portato alcun ristoro ai bacini della Baronia e l’emergenza è l’unica certezza di una situazione che peggiora ogni ora che passa. Per questo motivo domenica 26 maggio i sindaci dei comuni costretti a fare i conti con la siccità si sono incontrati e hanno messo in agenda soluzioni e strategie studiate per cercare perlomeno di limitare i danni. Il primo punto all’ordine del giorno è l’incontro con la presidente della Regione, Alessandra Todde, fissato per oggi, 27 maggio, a Cagliari.

Vertice in Regione Oggi pomeriggio alle 15, in viale Trento, i sindaci di San Teodoro, Budoni, Siniscola, Posada e Torpè incontreranno Alessandra Todde per fare il punto sulla situazione. Al vertice dovrebbero partecipare anche i vertici di Egas, Abbanoa e dei consorzi di bonifica che troveranno sul tavolo le due proposte che arrivano direttamente dalla Baronia. La prima prevede lo sfruttamento dei pozzi, esistenti ma anche da realizzare, la cui produzione verrebbe collegata ai potabilizzatori. L’altra proposta prevede l'uso dell’acqua del mare tramite il filtraggio dei dissalatori che dovrebbero confluire in un’unica vasca di raccolta. Sullo sfondo, poi, inizia a prendere quota un altro problema che ha sicuramente inciso nella complicata gestione della acqua destinata alla Baronia perché, attualmente, esiste una sola condotta che indirizza l’acqua destinata all’uso potabile e quelle che invece viene dirottata per l’irrigazione dei campi. Dunque, gestire l'acqua attualmente disponibile non è affatto facile, in più i consumi stanno aumentando per via dell’arrivo dei primi turisti e della riapertura delle tante seconde case che caratterizzano una parte dell’offerta ricettiva di Baronia e bassa Gallura.

Sos Budoni «Speriamo che la Regione possa affiancarci in questo momento di grande difficoltà – dice il sindaco di Budoni, Antonio Addis –. Chiederemo di poter utilizzare i pozzi per alimentare i potabilizzatori ma ci servirà l’aiuto della Regione che ci dovrebbe firmare le autorizzazioni per agire d’urgenza». Anche i dissalatori sono tornati di moda: «Anche in questo caso con il coordinamento della Regione, ogni comune, ma lo si potrebbe fare anche in forma associata, utilizzerebbe un dissalatore per convogliare l’acqua del mare già trattata in una vasca di raccolta collegata alla rete idrica. Questa sono le nostre proposte – conferma Addis – ma ovviamente siamo pronti ad ascoltare quello che ci verrà proposto e siamo aperti ad ogni tipo di soluzione». E non potrebbe essere altrimenti in un territorio che, il 27 maggio, non ha alcuna garanzia sulla distribuzione dell’acqua potabile e inizia a contare le zone che sono già escluse dal “giro” dell’acqua.

«Gli esperti dicono che la soluzione potrebbe essere quella di calcolare i prelievi dalla diga Maccheronis e di conseguenza gestire l’acqua potabile – dice ancora il sindaco di Budoni –. Adottando questa soluzione il Consorzio di Bonifica della Sardegna dovrebbe chiudere tutte le condotte ad esclusione di quelle che portano l’acqua ad Abbanoa. Ma qui sorge un problema: Budoni ha una parte dell’acqua che arriva dalla diga di Torpè che va ai potabilizzatori di Abbanoa e una parte importante che invece non arriva ai potabilizzatori, ma che viene comunque utilizzata per uso civile. Questa parte serve chi ha i potabilizzatori privati, quindi tutti i villaggi turistici, molte seconde case e circa 25 aziende. Il loro consumo è di oltre 2mila metri cubi al giorno per l’uso potabile che però, secondo la soluzione prospettata dalla Regione, rimarrebbero senza acqua».
 

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