La Nuova Sardegna

Il punto

Scompaiono i piccoli negozi, la nuova legge regionale prova a salvarli – Cosa cambierà

Scompaiono i piccoli negozi, la nuova legge regionale prova a salvarli – Cosa cambierà

L’assessore Franco Cuccureddu: «Vogliamo dare regole chiare e strumenti perché il commercio possa evolvere e restare un presidio reale sul territorio»

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari «Questa legge non nasce per “salvare” un’attività che non reggerebbe sul mercato, ma per garantire ai cittadini i servizi: l’obiettivo è migliorare la qualità della vita di chi vive nei piccoli paesi e nei quartieri delle città, dando regole chiare e strumenti perché il commercio possa evolvere e restare un presidio reale sul territorio».

La nuova legge sul commercio in Sardegna arriverà nei prossimi mesi all’attenzione della giunta. A presentarla è l’assessore Franco Cuccureddu. «Attualmente – spiega l’assessore – siamo nella fase dell’ascolto delle associazioni di categoria e di quelle a difesa dei consumatori».

Una delle problematiche maggiori riguarda i piccoli Comuni e i centri sotrici di molte aree urbane dove i negozi e i servizi di prossimità sono sempre più rari. La nuova legge regionale sul commercio potrà cambiare davvero il settore in Sardegna?

«Bisogna dire prima di tutto che la legge attuale è stata approvata poche settimane prima dell’entrata in vigore della Bolkestein, quindi è nata vecchia e superata. Il primo effetto che dovrà avere è rispettare le normative sovraordinate, in particolare quelle europee, e regolamentare sulla base delle leggi nazionali e comunitarie».

Oltre all’adeguamento alle regole europee e nazionali, cosa cambierà?

«In vent’anni è cambiato totalmente il modo di commerciare e vendere beni: su tutti l’online, che allora non era previsto né prevedibile in quella dimensione. E sono cambiate le abitudini: prima si faceva la spesa e si cucinava in casa, oggi sono calati moltissimo i consumi alimentari e sono cresciuti a dismisura quelli fuori casa. Il punto fondamentale è dare opportunità e servizi ai cittadini. Se vogliamo mantenere dei presidi nei centri anche piccoli o nei quartieri delle città, in tutti i quartieri che devono avere una differenziazione merceologica, dobbiamo dargli la possibilità di erogare i servizi. Quindi ad esempio dalle certificazioni anagrafiche al pagamento dei tributi, ma anche un anziano che deve prenotarsi una visita cardiologica o un'analisi del sangue che non ha dimestichezza col digitale, dovrà poter andare al negozio e collegarsi pagando una commissione minima o addirittura se la potrebbe accollare la regione, quindi da semplici venditori di beni a erogatori di servizi che possono essere di consulenza o servizi reali».

Nel frattempo però molte serrande si stanno progressivamente abbassando

«Con una norma incidere su dinamiche mondiali è difficilissimo, anzi praticamente impossibile. Bisogna assecondare le tendenze: l’online e l’aggregazione dell’offerta. Le piccole strutture devono convertirsi, perché se no non stanno sul mercato. Nella legge prevediamo i distretti del commercio, un superamento graduale dei centri commerciali naturali: distretti tematici e distretti che garantiscano servizi diffusi nei quartieri».

La legge interverrà anche sulle medie e grandi strutture?

«Ci sarà una regolamentazione molto più incisiva sulle medie strutture e sulle grandi superfici di vendita. Oggi mancano i piani urbanistici del commercio, mentre con la riforma ci saranno, e saranno i Comuni a definire cosa serve e dove, evitando doppioni Ma soprattutto si potrà dare finalmente certezza di diritto a chi opera nel commercio».

In attesa della nuova legge, la Regione è già intervenuta con misure di sostegno? «Abbiamo fatto un bando per aiutare i commercianti: circa 40 milioni di euro, finanziando fino al 40% dei costi in conto capitale. Quasi tutte le risorse sono state destinate a chi ha investito per migliorare l’attività, digitalizzare, fare marketing, rinnovare. È il più grande finanziamento mai fatto in Regione per il commercio».

Primo Piano
Il delitto

Confessa l’omicidio con un messaggio alla fidanzata, ecco com’è stato incastrato l’assassino di Giovanni Musu

di Luciano Onnis
Le nostre iniziative