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Il provvedimento

Carne di cavallo addio, due proposte di legge per vietare la macellazione

Carne di cavallo addio, due proposte di legge per vietare la macellazione

L’iter parlamentare ha preso avvio ufficialmente. Prevista la reclusioe da tre mesi a tre anni e sanzioni fra i 30mila e i 100mila euro

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Roma Reclusione da tre mesi a tre anni e sanzioni comprese tra 30mila e 100mila euro per chi alleva equidi destinati alla macellazione, con un aumento di un terzo della pena se le carni vengono immesse sul mercato. È quanto prevedono le proposte di legge che puntano a riconoscere a cavalli, pony, muli, asini e bardotti lo status giuridico di “animale da affezione”, introducendo per questi animali la dicitura “Non Dpa”, ossia non destinati alla produzione alimentare.

I due disegni di legge, presentati da Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs), sono stati incardinati in commissione Ambiente al Senato; nel pacchetto rientra anche un provvedimento analogo a firma di Michela Brambilla (Noi-Moderati). Dopo diversi tentativi nelle ultime quattro legislature, l’iter parlamentare prende ora ufficialmente avvio. Secondo Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, si tratta di «un passaggio politico rilevante e atteso». Cupi sottolinea inoltre che il Parlamento ha scelto di intervenire su una pratica definita «crudele e opaca», che comporterebbe sofferenze per gli animali e solleverebbe interrogativi anche sotto il profilo della salute pubblica.

Le proposte prevedono, entro due mesi dall’entrata in vigore della legge, l’obbligo di iscrizione di tutti gli equidi in un Registro anagrafico dedicato, con sanzioni tra 20mila e 50mila euro in caso di mancato adempimento. L’identificazione avverrà tramite inoculazione di un transponder e ogni animale registrato sarà classificato come “Non Dpa”.

I dati allegati ai disegni di legge, aggiornati al 20 gennaio 2026, evidenziano un calo progressivo delle macellazioni di equini in Italia tra il 2012 e il 2025. Al 1° gennaio 2012 risultavano 2.952 capi provenienti dall’estero e 1.657 dall’Italia, per un totale di 4.609. Al 1° gennaio 2019 i numeri erano scesi a 1.304 dall’estero e 2.332 dall’Italia, complessivamente 3.636. Al 1° dicembre 2025 si contavano 567 capi provenienti dall’estero e 1.445 dall’Italia, per un totale di 2.012. Le regioni con il maggior numero di equini macellati sono la Puglia (34,32%), seguita da Emilia-Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%).

Secondo il team investigativo di Animal Equality, dietro la macellazione degli equini in Italia sarebbero stati documentati abusi e violazioni delle norme sul benessere animale. Nel 2023 una petizione promossa dall’associazione per fermare la macellazione ha raccolto 247mila firme.

Le proposte di legge istituiscono inoltre un “Fondo per la riconversione degli allevamenti di equidi”, con una dotazione di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, destinato a sostenere economicamente la trasformazione delle attività produttive.

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