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Inps, dal 2027 si va in pensione più tardi: un mese extra di lavoro – Tutte le novità

Inps, dal 2027 si va in pensione più tardi: un mese extra di lavoro – Tutte le novità

Adeguamento legato alla speranza di vita, aggiornate procedure e sistemi

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Roma L’età per lasciare il lavoro torna a salire. Dal 1° gennaio 2027 servirà un mese in più rispetto ai requisiti attuali, mentre dal 2028 l’incremento complessivo sarà di tre mesi. L’adeguamento, collegato all’aumento della speranza di vita, è stato recepito dall’Inps che ha già aggiornato le proprie procedure interne in vista delle nuove soglie.

L’istituto previdenziale ha dato conto delle modifiche con il messaggio n. 558 del 17 febbraio 2026, chiarendo anche le conseguenze sui piani di incentivazione all’esodo attivati dalle aziende. In particolare, non potrà essere autorizzato l’accompagnamento alla pensione se, a causa dei nuovi requisiti, il lavoratore maturerà il diritto oltre il periodo massimo previsto.

I nuovi requisiti dal 2027

Le modifiche entreranno in vigore in due tappe: un primo aumento di un mese dal 2027 e un ulteriore incremento, fino a tre mesi complessivi, dal 2028.

Per la pensione di vecchiaia ordinaria, dal 1° gennaio 2027 saranno necessari 67 anni e 1 mese di età e almeno 20 anni di contributi; dal 2028 l’età salirà a 67 anni e 3 mesi.

Per la pensione anticipata ordinaria, il requisito contributivo sarà di 42 anni e 11 mesi nel 2027 e di 43 anni e 1 mese nel 2028. Per le donne resta la riduzione di un anno rispetto agli uomini e continua ad applicarsi la finestra mobile di tre mesi.

La pensione anticipata con requisiti ridotti (destinata a disoccupati, invalidi e caregiver tutelati) richiederà dal 2027 41 anni e 1 mese di contributi, che diventeranno 41 anni e 3 mesi dal 2028, con finestra mobile di tre mesi confermata.

Per la pensione anticipata contributiva, l’accesso sarà possibile dal 2027 con 64 anni e 1 mese di età e 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva; dal 2028 occorreranno 64 anni e 3 mesi di età e 20 anni e 3 mesi di contributi effettivi. Anche in questo caso resta la finestra di tre mesi.

Infine, la pensione di vecchiaia contributiva si maturerà dal 2027 con 71 anni e 1 mese di età e almeno 5 anni di contributi effettivi; dal 2028 il requisito anagrafico passerà a 71 anni e 3 mesi.

Il legame con la speranza di vita

Le nuove soglie discendono dai provvedimenti approvati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, che hanno aggiornato il sistema previdenziale sulla base dei più recenti dati demografici. Il meccanismo resta quello già noto: all’aumento della speranza di vita corrisponde un progressivo slittamento dell’età pensionabile.

Per il biennio 2027-2028 l’incremento complessivo sarà di tre mesi, ma applicato in modo graduale. Gli scenari demografici utilizzati per le previsioni delineano inoltre un percorso che continuerà a collegare i requisiti pensionistici all’andamento della popolazione nei prossimi decenni.

Le indicazioni operative dell’Inps

L’Inps ha comunicato di aver adeguato i propri sistemi informatici e le procedure interne per gestire domande di pensionamento e richieste di accompagnamento sulla base delle nuove soglie, già considerate “in prospettiva”.

Resta comunque fermo che le modifiche definitive ai requisiti passano attraverso specifici decreti attuativi. Solo con tali atti vengono fissati in modo formale età e contributi necessari per i singoli bienni. Per gli anni successivi al 2028, dunque, non si escludono ulteriori aggiornamenti in relazione ai nuovi dati e alle scelte normative.

Nel frattempo, le sedi territoriali dell’istituto dovranno applicare le nuove previsioni nella gestione delle pratiche. Se i requisiti non risultano soddisfatti, le domande saranno respinte con comunicazione al lavoratore e al datore di lavoro.

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