La Nuova Sardegna

Risparmio

Btp Valore al via dal 2 marzo, rendimento intorno al 3% e premio fedeltà: il Tesoro punta sui piccoli risparmiatori

Btp Valore al via dal 2 marzo, rendimento intorno al 3% e premio fedeltà: il Tesoro punta sui piccoli risparmiatori

Durata sei anni, interessi trimestrali e tassazione al 12,5%. Spread ai minimi dal 2008 e rendimenti in calo nell’ultima asta di febbraio

3 MINUTI DI LETTURA





Roma Il Tesoro torna a rivolgersi direttamente al pubblico retail con una nuova emissione di Btp Valore, in calendario da lunedì 2 a venerdì 6 marzo, salvo chiusura anticipata. Il titolo avrà durata di sei anni, con scadenza marzo 2032, e prevede cedole trimestrali.

Il meccanismo è quello già utilizzato nelle precedenti edizioni: tassi crescenti ogni due anni (formula 2+2+2) e premio finale dello 0,8% per chi sottoscrive in fase di collocamento e mantiene l’investimento fino alla scadenza. Resta la tassazione agevolata al 12,5%, l’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50 mila euro secondo la normativa vigente. I tassi minimi garantiti saranno comunicati dal ministero dell’Economia oggi, venerdì 27 febbraio.

Il rendimento atteso si colloca intorno al 3% lordo, inferiore rispetto alle emissioni passate ma ancora competitivo nell’attuale contesto di tassi e inflazione. Secondo Paolo Mauri Brusa (AcomeA Sgr), la combinazione tra cedole crescenti e premio fedeltà potrebbe assicurare un ritorno vicino al 3% annuo lordo, superiore a quello offerto da titoli di pari durata di Germania, Spagna e Portogallo. Moreno Zani (Tendercapital) stima un rendimento compreso tra il 3,1 e il 3,2%, ritenendolo coerente per un investitore retail con orizzonte di medio periodo.

Le ipotesi sulle cedole indicano una progressione intorno al 2,40-2,50% nei primi due anni, 2,90-3% nel biennio centrale e 3,70-3,80% negli ultimi due anni. Una volta concluso il collocamento, il prezzo del titolo seguirà comunque l’andamento del mercato secondario dei Btp.

Il contesto di mercato appare favorevole ai governativi. Lo spread tra Btp e Bund decennali è sceso intorno a 60 punti base, sui minimi dal 2008. Nell’asta del 26 febbraio i rendimenti dei titoli a 5 e 10 anni sono scesi ai livelli più bassi da maggio 2022: il Btp a 10 anni è stato assegnato al 3,31%, mentre il quinquennale al 2,62%.

Secondo le stime di Unicredit, dopo l’ultima asta l’Italia ha già collocato circa 68 miliardi di euro di debito a medio-lungo termine, pari al 16% del programma annuale. Le precedenti emissioni retail hanno raccolto importi superiori ai 10 miliardi, con l’ultima edizione del Btp Valore che ha raggiunto circa 16,5 miliardi.

Il confronto con i conti deposito evidenzia rendimenti lordi anche superiori al 3,5%, ma con tassazione al 26% e vincoli più rigidi sulla liquidabilità. Il Btp resta invece negoziabile sul mercato, pur con il rischio di incassare meno del capitale investito in caso di rialzo dei tassi.

In un quadro di volatilità contenuta e rendimenti in discesa, il nuovo Btp Valore si presenta come uno strumento orientato alla stabilità, pensato per attrarre il risparmio delle famiglie e ridurre la dipendenza del debito pubblico dagli investitori internazionali.

Primo Piano
Politica regionale

Decadenza Alessandra Todde, udienza finale: la sentenza entro 30 giorni

Le nostre iniziative