«Ecco come ho scoperto il furto del bancomat e ho cercato di fermare i ladri»
L’avvocato Alessandro Lupacciolu racconta l’episodio che lo ha visto protagonista nel centro storico di Olbia
Olbia Le notifiche dei pagamenti sono arrivate una dopo l’altra sul cellulare. Solo che l’avvocato Alessandro Lupacciolu non stava facendo acquisti. In quel momento ha capito che qualcuno aveva trovato il portafogli che aveva smarrito poco prima e che stava già utilizzando il suo bancomat. «Avevo parcheggiato l’auto nell’area di sosta della stazione, prima devo aver appoggiato il portafoglio sul tetto della macchina - racconta -. E sono partito». Il dettaglio gli torna in mente poco dopo, una volta rientrato a casa. Un lampo improvviso. «Ho cercato il portafoglio e mi è venuto il flash».
Il tempo di realizzare e Lupacciolu è già in auto verso il parcheggio della stazione. Sono passate da poco le 19, è buio ma c’è gente in giro al centro di Olbia. «Ovviamente non ho trovato nulla a terra, ma mentre stavo per andare via mi è arrivata la notifica di un prelievo di denaro. Controllo l’indirizzo ed era a due passi, all’Atm di piazza Regina Margherita – racconta -. Un prelievo di 20 euro».
Lupacciolu decide di non bloccare il bancomat. E si precipita lì. «Vado alla tabaccheria, spiego cosa fosse successo e mi viene spiegato che poco prima tre giovani avevano fatto quell’operazione». L’avvocato esce e razzo nella piazza ma non vede nessuno che risponde alla descrizione. «Stavo per andare via quando arriva una nuova notifica sul cellulare, sempre dallo stesso Atm». A quel punto Lupacciolu scandaglia le persone in corso Umberto e individua tre giovani che rispondono alla descrizione. «Mi sono lanciato per cercare di acchiapparli. Ne ho preso uno dal cappuccio e un altro dal collo per fermarli». Il racconto si fa concitato. «Uno è riuscito a divincolarsi ed è fuggito, l’altro l’ho tenuto saldo, l’ho scosso un pochino e gli ho ripetuto: dimmi dove è il portafoglio».
La scena dura pochi istanti, ma attira l’attenzione dei passanti. In pochi minuti arrivano le forze dell’ordine, polizia locale e carabinieri. Gli agenti ascoltano tutte le persone presenti e avviano gli accertamenti. Il giovane fermato da Lupacciolu, di origine maghrebina come gli altri amici, non dice una sola parola nemmeno alle forze di polizia che lo interrogano. Impossibile procedere nei confronti di qualcuno.
Qualche giorno dopo il portafogli viene riconsegnato a Lupacciolu, senza il denaro contante e con le carte di credito piegate. «In 48 anni non mi era mai successa una cosa del genere – afferma l’avvocato -. Da parte mia non c’è stata alcuna volontà punitiva né tantomeno aggressiva. Sono un professionista, da anni impegnato nel mio lavoro e nella mia famiglia, profondamente legato alla nostra città. Il mio unico intento, in quel frangente, è stato reagire a un’ingiustizia subita, ritornare in possesso di ciò che mi era stato sottratto, come potrebbe accadere a qualunque cittadino che si trovi improvvisamente vittima di un reato».
Non è la prima volta che l’avvocato perde il portafoglio al centro di Olbia. «Almeno cinque volte in due anni – conclude -. E mi è sempre stato restituito da miei concittadini, con i soldi e le carte di credito». Questa volta è andata diversamente. E solo dopo, riavvolgendo il nastro della memoria, arriva la consapevolezza del rischio corso. «Non ci ho pensato quando mi sono precipitato ad acchiapparli. Avrebbero potuto avere anche un’arma», conclude il legale.
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