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Il report

Caldo estremo, notti tropicali, neve sempre più in quota, livello del mare che cresce: ecco come è cambiato il clima in Sardegna

di Serena Lullia
Estate con temperature torride e afa in Sardegna
Estate con temperature torride e afa in Sardegna

L’analisi dettagliata nel Rapporto Meteo e Clima 2025 di Arpas

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Sassari Il mare si alza centimetro dopo centimetro, quasi senza farsi notare. 8 centimetri negli ultimi 25 anni.  La neve si ritira e resta appesa sempre più in alto mentre gli eventi estremi diventano frequenti. Tra giugno e luglio del 2025 si sono toccati i 43 °C. Il 6 agosto, a Chiaramonti, l’indice di calore è schizzato a 43,9. Se si aggiungono 20 trombe marine, una al Poetto di Cagliari, grandinate con chicchi fino a 6 centimetri di diametro e notti tropicali in aumento con temperature inchiodate ai 20 gradi, è evidente che non si può più parlare di anomalia del clima, ma di sequenza. Il Rapporto Meteo e Clima 2025 del Dipartimento meteoclimatico di Arpas racconta tutto questo in modo dettagliato. Numeri, scienza. Non sensazioni. L’ analisi è basata su serie storiche di lungo periodo, sui dati della Rete unica regionale di Monitoraggio ambientale e della Rete Fiduciaria di Protezione Civile. 

Temperature: +1,3 °C le massime, giugno fuori scala

Nel 2025 le temperature restano sopra la media climatica 1981–2010: +1,3 °C per le massime e +0,8 °C per le minime. Il dato più netto è giugno, con un’anomalia di +4,1 °C, tra le più alte mai registrate. Non si tratta di un episodio isolato: le serie storiche indicano una crescita consolidata, con un’accelerazione evidente dal 2022. «Questi numeri – osserva l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi – confermano che non siamo più davanti a oscillazioni naturali, ma a un cambiamento strutturale che impone scelte immediate e coordinate».

Caldo persistente: oltre 100 giorni sopra i 30 °C e più di 100 notti tropicali

Il cambiamento più concreto è nella durata del caldo. Nelle aree interne si superano le 100 giornate annue con temperature oltre i 30 °C. Lungo le coste si registrano oltre 100 notti tropicali, con minime sopra i 20 °C. Non più picchi, ma sequenze prolungate. L’indice di calore segnala condizioni di disagio termico persistenti, con effetti diretti su salute e consumi energetici. «Il rischio non è più legato solo agli estremi, ma alla continuità del caldo – sottolinea Laconi – con impatti concreti sulla salute pubblica e sulla qualità della vita, soprattutto nei centri urbani». 

 Precipitazioni: fino a 336 mm in 72 ore, ma con forti squilibri

Il totale annuo resta vicino alla media, ma la distribuzione cambia radicalmente. Tra il 17 e il 19 gennaio 2025 si registrano oltre 336 millimetri di pioggia in 72 ore in alcune aree. All’opposto, maggio e giugno risultano siccitosi, con precipitazioni ridotte fino al 25% della media. Il dato medio perde significato: conta la concentrazione e la discontinuità. «Il punto non è più quanto piove – evidenzia l’assessora – ma quando e dove. È questa irregolarità che mette sotto pressione il sistema idrico e richiede una gestione più flessibile e integrata».

Piogge “ribaltate”: est sopra media, ovest in deficit 

Tra il 2024 e 2025 si verifica un’inversione netta. Nel primo trimestre 2024 piogge abbondanti a ovest e deficit a est e sud (fino a -75%). Nel 2025 accade il contrario: surplus nei settori orientali, con valori anche doppi rispetto alla norma, e deficit marcati nel nord-ovest. Solo a febbraio 2025, in alcune aree occidentali, si scende fino al -75% rispetto ai valori climatologici.

Eventi estremi: 43 °C, indice di calore 43,9 e 20 trombe marine

L’anno è segnato da fenomeni intensi. Tra giugno e luglio si toccano i 43 °C. Il 6 agosto a Chiaramonti l’indice di calore arriva a 43,9. Si registrano 20 trombe marine, una al Poetto di Cagliari, e grandinate con chicchi fino a 6 cm di diametro. Segnali di un’atmosfera più calda e instabile, con aumento del rischio incendi e alluvioni.

Neve: circa 25 giorni, ma sempre più in quota

L’inverno 2024–2025 conta circa 25 giorni di copertura nevosa, confermando una tendenza alla riduzione. L’aumento delle temperature alza la quota dello zero termico e limita l’accumulo alle zone più elevate, riducendo la funzione di riserva idrica naturale.

Mare: +8 cm in 25 anni

Il livello del mare lungo le coste sarde registra un’anomalia di circa +27 cm rispetto al riferimento nazionale (Genova), con una crescita di circa 8 cm negli ultimi 25 anni. Una tendenza lenta ma continua, che incide su coste, infrastrutture ed ecosistemi. «La crescita del livello del mare – conclude Rosanna Laconi – è un segnale che riguarda direttamente le nostre coste e richiede interventi di pianificazione e protezione sempre più mirati».

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