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Ecco i terreni gravati dalle servitù militari sui quali punta lo Stato: la mappa

Ecco i terreni gravati dalle servitù militari sui quali punta lo Stato: la mappa

Al momento sono occupati quasi 400 chilometri quadrati di territorio

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Sassari Le servitù militari nell’isola sono il 66 per cento di tutte quelle presenti in tutto il territorio nazionale. Un dato che da solo basta per capire il prezzo da sempre pagato dall’isola per l’ingombrante presenza militare. Un’estensione che, come viene ricordato nel sito della Regione Sardegna, comprende tutte le zone sotto il demanio militare: poligoni, depositi per munizioni, depositi di combustibile ed oleodotti, stazioni radiogoniometriche, impianti di telecomunicazioni, fari, ex batterie, caserme, basi navaliaeroporti militari. In tutto 237,65 chilometri quadrati.

A questi vanno aggiunte tutte le aree confinanti che sono soggette a limitazioni del diritto di proprietà, per motivi di funzionalità e di sicurezza di tutti gli impianti, pari ad altri 136 chilometri quadrati. Tutti questi vincoli che pesano sull’isola sono indicati con il termine giuridico di “servitù militari”. Parliamo quindi in totale di oltre 370 chilometri quadrati complessivi di territorio sardo occupato.

Tra i siti ci sono i poligoni di Capo Frasca, di Capo Teulada e quello sperimentale e di addestramento di Salto di Quirra ma anche l’aeroporto militare di Decimomannu. Sempre nel sito della regione viene ricordato che la gestione dei beni demaniali è regolata dall'articolo 14 dello Statuto Speciale, secondo il quale tutti i beni espropriati o acquistati dallo Stato prima del 1948 devono essere restituiti alla Regione. Di tutti i beni demaniali dismessi prima del '48, che non sono più in uso al Ministero della Difesa, solo 60 sono ritornati alla Regione mentre ancora circa 200 devono essere restituiti.

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