La Nuova Sardegna

Tribunale ecclesiastico

Nozze nulle, l'allarme della Chiesa sarda: «Il 70 per cento si concludono per immaturità» - Tutti i numeri

di Mario Girau
Nozze nulle, l'allarme della Chiesa sarda: «Il 70 per cento si concludono per immaturità» - Tutti i numeri

L’esperto Emanuele Meconcelli: «Le dipendenze moderne incidono sul matrimonio»

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Cagliari Difetto di discrezione di giudizio, insomma immaturità psico-affettiva. È questo il motivo che il 70% delle volte fa naufragare un matrimonio celebrato davanti all’altare. Un “peccato” che da una decina d’anni è registrato sistematicamente nelle sentenze del Tribunale ecclesiastico interdiocesano della Sardegna (Teis) e valutato con preoccupazione dalla Chiesa, perché rivelatore della sostanziale impreparazione degli sposi a vivere responsabilmente il matrimonio, “nella buona e nella cattiva sorte”. Si è parlato soprattutto di questa immaturità - analizzata alla luce delle nuove dipendenze compresa anche quella dai social - nel “Dies judicialis” che ha inaugurato sabato scorso l’anno giudiziario del Teis. Con la dichiarazione di nullità, lui e lei possono contrarre nuove nozze (diversa moglie e diverso marito) e sposarsi ancora una volta in Chiesa. Il primo matrimonio non era valido.

Cause introdotte

Nel 2025 sono state introdotte presso il Tribunale ecclesiastico – competente su 8 delle 10 diocesi sarde (Nuoro e Lanusei hanno un proprio tribunale ) – 73 cause. Di queste, 72 trattate con processo ordinario (tre giudici) e 1 con un iter più breve, con giudice unico il vescovo diocesano depositario della potestà giurisdizionale. Ben 52 cause hanno avuto l’assegnazione del gratuito patrocinio, di cui 26 hanno anche beneficiato dell’esclusione totale del pagamento delle spese processuali (526 €).

Cause concluse

Nel 2025 il Tribunale ha definito un numero di cause pari a quelle introdotte, cioè 73, mentre ulteriori 8 procedimenti sono stati archiviati. Risultano ancora da trattare 78 pratiche matrimoniali, 8 in meno rispetto alle 86 pendenti all’inizio dello scorso anno. La durata media di un processo per il riconoscimento di nullità matrimoniale si è attestata, per le cause concluse nel 2025, tra i 12 e i 14 mesi.

Nullità

Il fattore che inficia la discrezione di giudizio è l’immaturità di uno dei due coniugi al momento del “sì” davanti al prete. Altra causa di nullità il difetto di libertà: uno dei due sposi è stato indotto al matrimonio da cause esterne che hanno inciso sulla sua volontà. Tra gli altri capi di nullità l’incapacità di adempiere agli obblighi matrimoniali, la simulazione del consenso, di cui le fattispecie più ricorrenti sono l’esclusione della prole e dell’indissolubilità del vincolo. «Le nuove dipendenze – dice don Emanuele Meconcelli, vicario giudiziale dell’arcivescovo Giuseppe Baturi – consentono di inquadrare con particolare chiarezza le anomalie del vivere comune riconducibili a comportamenti, attività o tecnologie che, quando assumono un carattere ossessivo, pervasivo o incontrollato, possono acquisire rilevanza non solo sul piano esistenziale, ma anche sotto il profilo della validità del consenso matrimoniale». Dopo il saluto dell’arcivescovo Giuseppe Baturi, si è svolto un confronto sull’impatto dell’immaturità psicologica, amplificata dal mondo digitale, con il contributo dello psicologo Tullio Garau e di Miguel Angel Ortiz, ordinario di diritto matrimoniale nell’Università Santa Croce di Roma, nonché giudice del Teis.
 

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